La manifestazione
Il pienone d’agosto salva i camping
Il presidente Marco Luccetti: «Sul litorale turisti in calo, serve un piano di rilancio da concordare con il Comune»
MASSA. Avevano iniziato la stagione estiva con profondo pessimismo, demoralizzati dal maltempo e dai lavori al ponte di Ricortola - che avevano portato alla chiusura per diversi mesi di via delle Pinete.
Ma alla fine, i campeggiatori della zona, hanno chiuso, o si stanno accingendo a chiudere, l'estate in positivo. Tutto pieno il mese di agosto, tra tende, bungalow e spazi per camper, confermando quindi che la parte del leone nelle strutture ricettive apuane lo continuano a fare le strutture extra-alberghiere, in particolare, appunto, i campeggi.
La stagione, come dicevamo, non era partita con i migliori auspici. La chiusura del viale ha provocato grandi disagi ai campeggiatori fronte mare, che hanno quindi registrato un netto calo degli arrivi, come racconta Lorenzo Schiaffino, gestore del campeggio “Italia”, in via delle Pinete: «I primi mesi, quindi da maggio fino ai primi di luglio, non sono stati facili. Bisogna considerare che, soprattutto in quei mesi, i turisti non prenotano anticipatamente il posto in campeggio, ma solitamente arrivano sul litorale e girano per le strade dove sono dislocate le varie strutture e valutano in un secondo momento dove andare. Con la chiusura del viale, nessuno arrivava fin qua, perché c'era una deviazione all'interno».
«I primi due mesi sono stati tragici. – incalza Mariagrazia Bonni, del “Camping Souvenir”, anche quello sito in via delle Pinete - Tra il maltempo e i lavori non abbiamo lavorato nulla. Fortunatamente si è ripreso ad agosto, mese in cui abbiamo lavorato come gli altri anni».
Con l'apertura del ponte a metà luglio e l'arrivo del mese di punta, tutto torna alla normalità: i campeggi tornano ad affollarsi di gente e i campeggiatori tirano un respiro di sollievo.
Un dato, quello locale, che riflette un trend nazionale: il turismo open air tiene banco alla crisi, mentre le altre strutture ricettive continuano a registrare flessioni di estate in estate. Il motivo è duplice, come duplice è il tipo di turista open air del territorio.
Da una parte ci sono i turisti “zaino in spalla”, ovviamente per lo più giovani, che quindi scelgono il campeggio perché più economico di tutte le altre strutture ricettive.
Dall'altra ci sono i camperisti, stranieri e italiani (per lo più emiliani, lombardi e liguri), che rappresentano quella fascia di popolazione benestante che quindi risentono meno della crisi economica e possono permettersi “più vacanze”.
Una cosa, tuttavia, è certa: i numeri di turisti sul litorale sono diminuiti negli ultimi anni, come spiega il presidente dell'Ageparc, Marco Luccetti: «Che il flusso di turisti sul litorale sia diminuito è un dato di fatto, con cui anche i campeggiatori si stanno scontrando. La crisi ha ovviamente fatto il suo, ma il punto è che la crisi si può superare sedendoci tutti a un tavolo, amministrazione e categorie, per capire come valorizzare e promuovere un territorio. Un territorio poi come il nostro, con mare e montagne, a cui basta veramente poco per rilanciare se stesso. Il prossimo passo, quindi, prima di fare qualsiasi tipo di previsione, sarà quello di incontrarsi con l'amministrazione e pensare all'estate 2014. Il Decreto del Fare, che risolve l'annosa questiona delle case mobili, è sicuramente un grosso aiuto che arriva ai campeggiatori, ma è inutile se non si inserisce in un contesto locale di valorizzazione del territorio».
L’amministrazione Volpi ha già promesso di rimettere tutte le categorie intorno ad un tavolo per creare un programma non solo di iniziative (intese come manifestazioni o altro) ma anche e soprattutto di provvedimenti urbanistici e di decoro che diano largo respiro al settore turistico e del terziario. Naturalmente i privati sono chiamati a fare la loro parte.
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