La manifestazione
Maxi tagli a palazzo civico Risparmi per 1,3 milioni
Una spending review “mai vista”. L’assessore Rutili: misure indispensabili per evitare aumenti di tariffe e per non ridurre le risorse per il sociale
MASSA. Via le auto blu: in missione si va con la Citroen del sindaco; cancellate le spese di rappresentanza, lasciati appena 100 euro l’anno alla voce “spese gabinetto sindaco-acquisti beni”:bastano per un mazzo di fiori; soppressi i contributi enti e associazioni. L’amministrazione Volpi spinge forte sull’acceleratore dei risparmi. E tagliando, limando, rinunciando, riesce a ridurre le spese di quasi 1,3 milioni di euro (a regime) l’anno. Un risultato monstre che è al tempo stesso la dimostrazione che la spending rewiew può dare frutti importanti e l’affermazione dello “spirito” di Volpi per una politica di puro servizio e quasi francescana nelle sue spese di esercizio.
Non è tuttavia, soltanto una “filosofia”, quella dei tagli. Ma qualcosa con effetti concreti (e positivi, almeno nelle intenzioni) per la collettività: «La scelta di minori spese scelta effettuata da questa amministrazione – spiega l’assessore a Bilancio e Finanze Giovanni Rutili – di ricercare con grande determinazione la massima razionalizzazione delle spese consentirà per il 2013 di recuperare al bilancio comunale circa 700.000 euro e nel 2014, a regime, quasi 1,3 milioni di euro. In questo modo, si eviteranno appesantimenti rilevanti della fiscalità locale, nonostante la grave riduzione di trasferimenti da parte dello Stato, ridotti di 5 milioni. E, contemporaneamente, si manterranno i necessari livelli di guardia in settori come sociale, cultura e istruzione che nei periodi di transizione sono l'unica risposta possibile, per i Comuni, alle difficoltà dei cittadini».
Ed effetti ci saranno anche sull’assetto della macchina comunale. La “manovra”, oltre a cancellare la figura del difensore civico, ha riorganizzato i servizi che ruotano attorno al sindaco: a capo dell’ufficio di gabinetto un dirigente interno (Massimo Tognocchi), al posto di una figura “importata” dall’esterno (come era Massimo Bertozzi nel governo Pucci); nessun contratto a termine per lo staff del sindaco ma “squadra” ridotta all’osso. Scomparsi i costosi e ben poco concludenti delegati allo Sport e a Marina (Fabio Vullo e Cinzia Angelotti costavano oltre 36mila euro l’anno, ciascuno); ridotti da 50 a 30 euro a seduta i gettoni di presenza per tecnici e funzionari che partecipano alle commissioni consiliari. Significativo anche il contenimento delle spese per le indennità dei dirigenti: un meno 200mila euro.
I risparmi maggiori, tuttavia, sono generati dalla riduzione dalla spesa per gli assessori, ridotti da 10 a 5 (la riduzione della spesa per questa voce è di 142mila euro annui a regime) e dalla disdetta dei contratti di affitto di alcuni immobili. Primo tra tutti quello dell’ex Enel di via Cavour, una delle operazioni più contestate (e, va detto, al tempo avallata da Volpi in qualità di assessore al Bilancio) del governo Pucci. 330mila euro risparmiati con la rinuncia ai locali di via Cavour che porteranno il trasloco degli uffici comunali alla ex scuola Alfieri, a fine anno.
La missione, tuttavia, non è finita. I risparmi per le locazioni, la riduzione dei consumi “intermedi”, la riduzione delle collaborazioni esterne e del numero degli incarichi politici, sono parte – spiega ancora l’assessore Rutili – di un percorso «che dovrà essere omogeneo anche in tutti gli organismi che operano nell'orbita comunale. È stato chiesto ed ottenuto un contenimento dei costi degli apparati in tutte le società partecipate; e la scelta dell'amministratore unico, all'interno di un percorso che porti a valorizzare il ruolo del consiglio comunale, è una logica conseguenza».
Ma cosa porterà l’austerity in municipio? È una scelta politica necessaria, risponde l’amministrazione, indispendabile «per trovare risorse per limitare, nell'ambito delle possibilità del comune, il disagio sociale ed economico che sta vivendo la città».
Claudio Figaia
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