Il Tirreno

E i balneari vanno in Procura

E i balneari vanno in Procura

Gli operatori di Marina ovest annunciano un esposto: chi ha inquinato paghi

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MARINA DI CARRARA. «Se ci sono delle responsabilità ora qualcuno deve pagare. Non è giusto che siamo sempre noi a farlo».

Un messaggio netto quello che arriva dal presidente dell’Associazione balneari, Marco Pardi, titolare del bagno Firenze, uno di quei sei in cui mercoledì scorso è scattato il divieto di balneazione.

Gli fa eco, in una conferenza stampa convocata in tutta fretta, proprio sul mare, un altro operatore, Pietro Giorgeri del bagno Lunezia.

Una conferenza lampo con cui l’Associazione di cui Pardi è presidente annuncia un esposto in Procura per chiedere che vengano aperte le indagini: «E soprattutto - sottolinea - che vengano accertate le eventuali responsabilità di quell’inquinamento delle acque “localizzato” che ha fatto scattare il secondo diveieto che ha condizionato la fine della stagione estiva qui da noi alla Fossa Maestra».

Sì perché nonostante il clima estivo e il gran caldo di gente- mettono in evidenza sia Pardi che Giorgeri- in questo week end, prima dell’avvio delle scuole, di gente se ne è vista molto di meno a Marina ovest.

«Lo si capisce dalle facce quando c’è il divieto di balneazione - spiegano i due operatori - La gente viene, chiede, si informa: per qualcuno è davvero difficile stare in spiaggia senza fare il bagno. Insomma questo fine settimana è stato condizionato».

Il presidente dell’Associazione Balneari sottolinea la sinergia con il Comune, insomma, nessuna rottura del fronte: «Ci rivolgeremo alla Procura della repubblica solo per dare un’accelerata alle indagini - mette in evidenza Pardi - Da parte dle Comune ci sono già stati alcuni sopralluoghi: noi chiediamo che venga fatta chiarezza. Che sia aperta un’indagine e si risalga all’origine del problema. Noi, certamente, non siamo in grado di farlo: ma è altrettanto giusto che che qualcuno paghi se ci sono responsabilità oggettive per quello che è successo». «Il problema dei batteri che hanno fatto scattare il divieto di balenazione potrebbe riguardare alcuni canali che affluiscono al Fossa Maestra, ma essere anche causato da allacci delle fognature che vanno sistemati e che magari sono rimasti gli stessi degli anni Ottanta - dichiara Pietro Giorgeri - Non solo, io voglio sottolineare una coincidenza: il divieto di balenazione di fine stagione spesso scattata in concomitanza con la Festa della birra. Anche questo sarà un caso». «Inoltre - conclude - spero si metta finalmente mano al depuratore di Gaia: c’è un investimento di 500mila euro da mettere in campo, sarebbe ora di farlo». Insomma i balneari della Fossa Maestra questa volta hanno proprio intenzione di andare fino in fondo. E di scoprire cosa e ha portato all’ultimo divieto di balneazione. Che ha rovinato il finale di stagione.

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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