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Tagli posti letto, Mazzoni bacchetta l’Asl

Tagli posti letto, Mazzoni bacchetta l’Asl

Per il consigliere Pd l’Azienda li ha attuati in maniera impropria e non consona alla realtà del territorio

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PONTREMOLI. «Un atto improprio sia nel metodo che nella forma». A queste affermazioni, espresse durante l’ultimo consiglio comunale, il consigliere Pd, Francesco Mazzoni, ha dato seguito con i fatti, presentando un’istanza di riesame e annullamento della delibera del direttore generale n. 285 del 26 luglio scorso.

Si tratta del molto commentato provvedimento adottato dall’Asl. Con quella delibera l’Asl ha tagliato 22 posti letto negli ospedali di Pontremoli e Fivizzano: dieci a Pontremoli e 12 a Fivizzano. Un colpo di mannaia, fatto senza confronto con i vertici dei due nosocomi lunigianesi né con le amministrazioni locali, che di fatto rischia di trasformare l’ospedale della Lunigiana, che comprende entrambe le strutture, in una sorta di maxiambulatorio visto che i posti letto ordinari, cioè quelli direttamente riferiti ai reparti, sono scesi sotto la soglia dei 100, limite sotto cui un ospedale, per essere considerato tale, non può scendere.

Tale provvedimento per il consigliere Mazzoni non è solo «moralmente discutibile» ma da considerarsi proprio tecnicamente nullo in quanto l’azienda avrebbe operato i tagli in maniera assolutamente impropria. Una convinzione che si basa sul fatto la delibera avrebbe dovuto essere semplicemente una «puntuale verifica dei posti letti effettivamente presenti nei quattro stabilimenti ospedalieri» e invece, secondo la ricostruzione operata dal consigliere, si sarebbe trasformata in un atto, con finalità «non meramente ricognitive, bensì determinative. Quindi la deliberazione non rappresenta una semplice ricognizione, un semplice conteggio dei posti letti effettivi, ma una determinazione dei posti letti per l’anno 2013. Un passaggio quantomeno forzato visto che un atto del genere dovrebbe rappresentare l’approdo naturale del procedimento logico portato avanti con l’istruttoria. Invece emerge chiaramente che l’emanazione della delibera n. 285 non è stata preceduta da alcuna attività istruttoria. Senza dimenticare che l’atto deve essere motivato secondo l’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che ne hanno determinato l’adozione».

Quindi, la forte critica di Mazzoni è sulla scelta dell’azienda sanitaria che «modifica in negativo il diritto costituzionale alla salute di ogni cittadino» senza il sostegno di un’adeguata motivazione della scelta assunta e soprattutto senza seguire il previsto iter normativo. Per questo motivo Mazzoni chiede l’annullamento della delibera «in quanto viziata da eccesso di potere per carenza di istruttoria, difetto di motivazione, illogicità, contraddittorietà fra le parti del provvedimento. Devono quindi sparire le sterili contrapposizioni di parte. Il pensiero deve andare solo al fatto che c’è il forte rischio della chiusura dell’ospedale che rappresenterebbe un forte impoverimento di tutto il territorio».(r.s.)

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