Il Tirreno

«Sono tornata a produrre Ozpetek, ma sogno un film sulle cave»

CARRARA. Sogna ancora di produrre un film sulle “sue” cave, insieme al figlio Andrea (che intanto l’ha resa nonna della piccola Maria). Ma nel frattempo ha terminato un altro film, quello che segna...

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CARRARA. Sogna ancora di produrre un film sulle “sue” cave, insieme al figlio Andrea (che intanto l’ha resa nonna della piccola Maria).

Ma nel frattempo ha terminato un altro film, quello che segna la ricomposizione di un trio delle meraviglie: Tilde Corsi, Gianni Romoli e Ferzan Ozpetek. Gli stessi che hanno creato titoli importanti come “Le Fate ignoranti” e “La finestra di fronte”.

Il risultato della reunion è una pellicola “Allacciare le cinture” che uscirà a fine febbraio, ma che è già salutata come una delle più interessanti della prossima stagione cinematografica.

E la produttrice carrarese Tilde Coris ha già un nuovo impegno dietro l’angolo: è stata scelta, per la seconda volta, fra i produttori che individueranno il film italiano da portare agli Oscar: «L’ho già fatto alcuni anni fa, ricordo che la scelta ricadde sul film di Crialese “Terra ferma”».

Intanto, al festival Convivere, di cui cura la rassegna cinematografica, Tilde si appresta a presentare (stasera alle 18 e 30) il regista Ermanno Olmi: «Un grande regista, un personaggio a cui stavamo dietro da anni e che siamo riusciti ad avere anche grazie alla collaborazione di Fabrizio Cattani».

Un momento d’oro per la produttrice carrarese .

Un valore aggiunto per il festival Convivere.

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