Il Tirreno

Senz’acqua da sei mesi e sfrattata

L’amara vicenda di una madre di famiglia, la casa è di Puntelli (segreteria Sunia)

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Non ho pagato il canone di affitto di 500 euro al mese: ero senz’acqua, mi è stata staccata perché vi era un arretrato pregresso dei precedenti inquilini: da marzo scorso vivo senz’acqua, con un figlio di 15 anni e una casa senz’acqua non è una vera casa». E’ l’amara vicenda di una nostra concittadina, madre di uno studente di 15 anni (per motivi di tutela della riservatezza non ne facciamo il nome) che a giorni dovrà presentarsi in tribunale perché ha ricevuto l’intimazione di sfratto per morosità. Lo sfratto è stato intimato dal proprietario dell’immobile, Attilio Puntelli della segreteria del Sunia, che si è affidato all’avvocato Carlo Boggi. La signora sfrattata è invece assistita dall’avvocato Guido Bernieri, e da tempo è anche aiutata dai servizi sociali del Comune, che le hanno assegnato prima il contributo una tantum da 1.050 euro per avviare la locazione dell’appartamento, e poi una borsa-lavoro presso un ente pubblico. L’affitto mensile è di 500 euro, la signora aveva fatto i salti mortali i primi mesi (il contratto fu stipulato nel luglio 2012) per riuscire a onorare il canone, ma quando a marzo le hanno staccato l’acqua, ha interrotto i pagamenti, quindi l’arretrato è da febbraio compreso a oggi. «Possibile vivere senza potersi fare una doccia, prendendo l’acqua con le bottiglie? Gaia non mi attacca il contatore se prima non viene versato l’arretrato, io però non so dove andare. All’udienza nei prossimi giorni chiederò una proroga, spero che il giudice faccia chiarezza anche sulla questione dell’acqua: così non si può andare avanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web