Il Tirreno

«Lo stop del Tar non pesa sul bilancio»

«Lo stop del Tar non pesa sul bilancio»

Il dirigente del marmo rassicura la commissione, ma Martinelli (M5S): «Impossibile, ci ha detto una supercazzola»

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CARRARA. Secondo l’amministrazione, la sentenza con cui lo scorso 13 agosto il Tar ha reintrodotto per il lapideo le tariffe “concordate” nel 2008 non avrà ricadute sul bilancio 2013. Lo ha detto il dirigente del settore marmo Marco Tonelli in commissione Bilancio, al termine di un intervento piuttosto articolato: «I conti non mi tornano, mi sembra tanto una “supercazzola”», ha commentato Matteo Martinelli (M5S), ispirandosi al mitico Conte Mascetti di Amici Miei.

La sentenza con cui il Tar a metà agosto ha accolto il ricorso di una decina di aziende del lapideo (oltre che di Assindustria) contro il nuovo sistema di tariffe deliberato dal municipio nel novembre 2011. Il dirigente del settore Marmo Marco Tonelli ha fatto il punto della situazione in commissione Bilancio, dopo un primo report, 24 ore prima, in commissione Lapideo. Secondo Tonelli e i suoi collaboratori, l’analisi delle cifre porterebbe a concludere che nonostante il Tribunale amministrativo abbia imposto all’amministrazione di tornare sui propri passi, reintroducendo un sistema di imposizione meno redditizio per le casse del comune, il bilancio, almeno quello del 2013, non subirà variazioni: con un’esposizione piuttosto lunga e dettagliata, il dirigente ha anche tentato di spiegare il perché del “mancato danno”, ricordando che gli accordi del 2008 non furono mai applicati in toto e, in particolare sulle scaglie, l’amministrazione decise di tenere la linea “morbida” accogliendo le obiezioni degli operatori. Questo comportò un minor gettito rispetto a quello preventivato in sede di accordo: se però il testo del 2008 dovesse essere applicato alla lettera, come vuole il Tar, il municipio potrebbe reclamare quelle somme e così facendo, secondo gli uffici, compenserebbe nel bilancio 2013 la flessione delle entrate, derivante appunto dall’annullamento della delibera del 2011, che imponeva tariffe più salate. «In sostanza tra quello che dovremmo ridare alle aziende e quello che potremmo reclamare indietro, si va in pari» ha dichiarato Roberto Conserva, presidente socialista della Commissione, tentando di chiarire un ragionamento pieno zeppo di tecnicismi e nozioni da addetti ai lavori. Un tentativo di semplificazione che potrebbe non essere andato completamente a buon fine, stando alle facce decisamente attonite dei membri della commissione.

«Non sono affatto convinto vorrei una relazione scritta con le cifre dettagliate» ha dichiarato dall’opposizione Matteo Martinelli, del Movimento5Stelle, che – come detto - ha definito il resoconto di Tonelli “una supercazzola”, pensata più per confondere le acque che per chiarire le idee.

Cinzia Chiappini

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