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Il prof. Mazza: come salvare Marinella

SARZANA. Roberto Mazza, psicologo docente universitario e tra i fondatori del Forum dei movimenti “Salviamo il paesaggio, difendiam i territori” in merito alla questione Marinella, in una lunga...

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SARZANA. Roberto Mazza, psicologo docente universitario e tra i fondatori del Forum dei movimenti “Salviamo il paesaggio, difendiam i territori” in merito alla questione Marinella, in una lunga lettera aperta si rivolge al sindaco Alessio Cavarra, in cui fra l’altro si legge.

«Spesso viene fatto riferimento alla necessità di fermare il consumo di suolo d alla rivitalizzazione dell’agricoltura locale, nel tentativo di dare alla nostra città una impronta slow ed eco-sostenibile. Penso in particolare a Marinella, intesa come una area vasta e di rilevanza strategica per l’economia delle nostre zone: per il turismo, per l’agricoltura e per il lavoro, soprattutto giovanile. L’area comprende cinque grandi spazi di prestigio: il fiume, la piana (il cosiddetto parco campagna), l’area costiera, la vecchia Tenuta, la Colonia ex Olivetti. Si tratta di un bene inestimabile che potrebbe e dovrebbe diventare una grande risorsa per la nostra città, e su cui crediamo sia necessario poter riflettere insieme. La premessa? molto semplice e chiara a tutti. In Liguria sono rare le aree paesaggistiche pianeggianti, a vocazione agricola, che non siano ancora state fortemente cementificate, intersecate da grandi infrastrutture viarie, centri commerciali e capannoni industriali. La zona a cui ci riferiamo rimane al momento un unicum, una rarità nella nostra Regione. La zona costiera soffre di un certo degrado, con accessi alla spiaggia poco decorosi e un arredo urbano e una cura del verde (aiuole, passi pedonali e ciclabili) inesistenti o almeno inadeguati. Il fiume è in uno stato sempre più grave di incuria e vi si scoprono ogni giorno resti di vecchie discariche».

Le risorse secondo Mazza: «Tra la città storica e un litorale seriamente valorizzato si può creare un altra “unicità”, proprio là dove inizia la Liguria. L’amministrazione non può ragionare con la logica del litorale versiliese. Qui è tutto da inventare e da misurare: Marinella potrebbe diventare un possibile laboratorio di un modo nuovo di interpretare il territorio, il turismo “slow”, il paesaggio, l’agricoltura, il ripristino di antiche tradizioni agricole, e il sostegno a quelle nuove, con risposte sicuramente interessanti anche per l’occupazione giovanile».

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