Il Tirreno

Il M5S: no alla terza darsena per la nautica

Il M5S: no alla terza darsena per la nautica

«Ci sono già posti barca in eccesso». E sul mercato ittico a Cinquale: «I problemi sollevati sono reali»

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MONTIGNOSO. “Ribadiamo: siamo a favore del mercato ittico, ma i problemi nella nuova struttura ci sono”. Il M5S non molla la presa e replica all’assessore Gianni Lorenzetti il quale aveva risposto a una precedente critica dei grillini che parlavano si assenza di strutture nel nuovo centro per la pesca a Cinquale. «Segnaliamo innanzitutto – dice il Movimento 5 Stelle in una nota di Paolo Lenzetti – che quella presentata dal nostro movimento in consiglio comunale non è una mozione, ma un’interrogazione. Non sappiamo se l’assessore ha frainteso o ha voluto farlo, visto che alle interrogazione occorre rispondere puntualmente e non polemizzare a mezzo stampa. Se fosse stata una mozione, il consiglio si sarebbe dovuto esprimere e votare, forse Lorenzetti non ha la dovuta attenzione a ciò che accade nella gestione delle fasi istituzionali».

Il M5S, ripete poi il suo sostegno alla realizzazione di un mercato ittico, e rileva che «nell'interrogazione si parlava di carenza dei servizi igienici: un problema che alcuni pescatori di Montignoso e non di Forte dei Marmi, che vivono unicamente di pesca e non lo fanno per divertimento, nonostante la smentita del presidente Apolloni, lamentano. Carenze che riguardano non il mercato ma nella darsena soprattutto nel periodo invernale, quando molto spesso i locali sono chiusi».

I 5 Stelle si dicono contrarii, invece alla terza daresena in quanto «le strutture esistenti sul territorio sono già superiori a quanto realmente necessario in termini di posti barca, visto che le gestioni attuali si mostrano in perdita e il rimessaggio non lavora ancora a pieno regime».

Infine, ancora polemica: «Ci chiediamo come mai Lorenzetti parli del mercato ittico ma non della nostra seconda interrogazione presentata nell'ultimo consiglio comunale, relativa al mancato rispetto di una convenzione da parte di Coimpre di cui lo stesso assessore è stato anche presidente. La convenzione prevedeva la realizzazione di un verde pensile a corredo dell'operazione immobiliare che ha creato la nuova zona artigianale. L'inadempimento comporterebbe da parte del comune l'escussione di una fidejussione di oltre 200mila euro. Non risulta al momento che il Comune abbia promosso alcuna azione incisiva per il rispetto di quanto concordato».

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