Il Tirreno

I renziani: «Basta con Rigoni & C.»

I renziani: «Basta con Rigoni & C.»

Musoni e Bugliani contro «la spartizione delle nomine tra gli intramontabili»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Renziani all’attacco degli intramontabili” del Pd. In un impeto di rottamazione locale, Marco Musoni e, adesso, con lui Giacomo Bugliani, recordman delle preferenze alle ultime elezioni a Massa, reduci dal direttivo di “Adesso! Massa Carrara” (che è l’associazione che fa riferimento a Renzi), chiedono ancora una volta un “profondo rinnovamento del partito”. La vis polemica di “Adesso! Massa Carrara” è rivolta soprattutto alle nomine ai vertici delle società pubbliche. Mentre a Massa l’amministrazione Volpi spinge verso nuovi criteri di selezione deiCda, verso l’amministratore unico e verso il taglio di gettoni e stipendi, i renziani sparano soprattutto su ciò che accade a Carrara: «Apprendiamo come il clan degli intramontabili del Pd locale abbia (in stretto accordo con il sindaco Angelo Zubbani) occupato tutto l’occupabile senza neppure preoccuparsi di aprire un confronto con la componente renziana del partito, la stessa che è stata ufficialmente riconosciuta non soltanto da Matteo Renzi ma anche dalla direzione provinciale del Pd in occasione delle recenti primarie dei parlamentari dello scorso dicembre. Lee nomine in Internazionale Marmi e Macchine, Carrara Fiere, Gaia, Area Spa e Amia sono tutte di matrice bersaniana, ovvero meglio, riconducibili al trittico Rigoni-Vannucci-Ragoni». Una stoccata ad Argante Mussi, «da segretario della Margherita a presidente di Erp ed ora, come fece allora, lascia la segreteria del Pd, incassando la carica di vicepresidente di Gaia» e una previsione: «Mussi ha consegnato il testimone di segretario carrarese del Pd a Raffaele Parrini, assessore provinciale uscente, della serie altro giro altra corsa...».

Poi, un’accusa a tutto campo. «Negli ultimi 20 anni a Massa Carrara ne abbiamo viste veramente di cotte e di crude: il nocciolo duro della dirigenza del Pd locale Rigoni-Vannucci è passato da popolare a margheritiano, da prodiano a veltroniano, da franceschiniano a bersaniano. Ora sostiene il tandem Epifani/Letta ma sta già preparando il salto su Renzi. In realtà sono sempre gli stessi e la provincia di Massa Carrara sprofonda perché è governata da una classe politica autoreferenziale che da ogni scelta esclude sempre il merito e il rinnovamento. Quando a Roma si gira la ruota, detta proprio alla Bersani, a Massa Carrara si girano da soli la ruotina del criceto riconvertendosi di volta in volta senza che, in realtà, cambi mai nulla».

Musoni e Bugliani, infine,sottolineano come sia importante l'affermazione di Matteo Renzi e come «anche a Massa Carrara sia oramai ineludibile il rinnovo della classe dirigente di tutto il partito democratico anche a livello locale.Come Matteo Renzi siamo pronti a riunire il partito chiedendo il consenso a tutti i democratici di ogni estrazione politico/culturale: stiamo progettando il nuovo Partit democratico di Massa Carrara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze