Attenzione
Fusione, prova tecnica al Quartieri
Il sì di maggioranze e opposizioni di Bagnone e Villafranca nell’incontro pubblico
BAGNONE. Fusione: l’assemblea pubblica svoltasi al teatro Quartieri ha messo a confronto maggioranza e opposizione di Villafranca e Bagnone con la cittadinanza. «Cerchiamo di ragionare in prospettiva – esordisce Gianfranco Lazzeroni in apertura di dibattito – questo è un cambiamento che colpisce la società e il Comune. Le piccole realtà amministrative come la nostra faranno sempre più fatica a reperire i fondi per la copertura dei servizi. In quest’ottica bisogna mettere insieme le forze e organizzarsi in maniera tale da garantire i servizi».
A spiegare questa trasformazione c’è anche Letizia Leviti, capogruppo di minoranza: «Questa evoluzione non deve essere intesa come un tradimento verso i nostri trisavoli o il territorio. Quelli rimarranno e saranno un bagaglio imporatnete della nostra cultura. Bisogna superare il campanilismo, andare oltre, perché i valori resteranno immutati, cambierà la forza con cui si potrà affrontare la realtà, la capacità, maggiore, di rispondere alle esigenze della cittadinanza».
Questa nuova realtà amministrativa sarà supportata da un ingente quantitativo di fondi: 7 milioni di euro spalmati in 10 anni, che consentirà di rimettere in moto il motore economico comprensoriale e di iniziare nuove opere pubbliche. Il patto di stabilità sarà congelato per tre anni consentendo margini di manovra molto più ampi. Il confronto con la popolazione si è rivelato proficuo, visto che sono state poste domande sui dubbi che maggiormente assillavano i bagnonesi.
Bagnone si accollerà il debito residuo di Villafranca? Massimo Romiti, assessore al bilancio villafranchese: «Siamo partiti con un debito pregresso di 2,5 milioni. Nel corso di questi tre anni, grazie a una politica di rigore e risparmio si è riusciti a intaccarlo di un milione. Non ci sentiamo assolutamente preoccupati, visto che con lo start-up dei lavori per il complesso del golf, solo grazie agli oneri di urbanizzazione, o meglio alla trasformazione dei terreni da agricoli in sportivi, affluiranno nelle casse del Comune circa 4 milioni di euro. Quindi non stiamo aspettando le risorse regionali e statali derivanti dalla fusione per ripianare il debito».
«La politica è una questione di fiducia – chiosa Umberto Zangani vice sindaco di Villafranca – l’elettore effettua una scommessa quando vota. Noi dobbiamo rispondere a questa fiducia con argomenti di sostanza, che facciano capire la bontà del progetto e una visione lungimirante della nostra attualità».
Cristiano Borghini
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