Il Tirreno

Mobbing, trenta cause all'Asl

di Chiara Sillicani
Mobbing, trenta cause all'Asl

MASSA. Entri alle 8 al lavoro, sei assegnato ad un reparto. Inizia il giro dei pazienti, ti occupi di loro: terapie, flebo, iniezioni. Poi la telefonata: altro reparto. E tu cominci da capo. Un paio...

2 MINUTI DI LETTURA





Entri alle 8 al lavoro, sei assegnato ad un reparto. Inizia il giro dei pazienti, ti occupi di loro: terapie, flebo, iniezioni. Poi la telefonata: altro reparto. E tu cominci da capo. Un paio d’ore e si ruota nuovamente. Il risultato? Lo esplicita Claudio Salvadori, segretario provinciale Uil-Fp: «Efficienza in calo, sicurezza di lavoratori e pazienti ridotta e dipendenti esasperati». Così esasperati da fare i conti - assicura il sindacalista - con depressioni e attacchi di panico, documentati da certificazioni psichiatriche e psicologiche. Quelle certificazioni adesso sono nelle mani dell’avvocato Elisabetta Saia, parte di una più ampia documentazioni destinata addirittura al giudice del lavoro. Ebbene sì, trenta dipendenti dell’azienda sanitaria, infermieri e operatori, hanno chiesto aiuto all’ufficio legale della Uil: stanchi e stressati - così li definisce Salvadori - hanno deciso di promuovere una causa contro l’Asl.
All’azienda sanitaria contestano condizioni di lavoro insostenibili, frutto - il segretario Uil ne è convinto - di una politica di tagli e accorpamenti. Condizioni tali da configurare - secondo il sindacato - una forma di straining. Inglesismo per indicare un’azione continua e stressante in ambiente lavorativo, demansionamento e impossibilità di svolgere serenamente il proprio mestiere. Qualcosa di simile - per esemplificare - al più noto mobbing. «L’azione legale - spiega il sindacalista- è l’ultima ratio. Da anni, come sindacato, contestiamo la politica dell’azienda sanitaria senza ottenere risultati. Adesso ci sono dipendenti in gravi difficoltà psicologiche, costretti - e disegna un quadro - da 2-3 anni a girare da un reparto all’altro, a cambiare mansione più volte durante lo stesso turno, a far fronte, colpa anche del turn over al rallentatore - a carichi di lavoro pesantissimi. Per loro non è previsto aggiornamento professionale, nè formazione facoltativa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze