Sicurezza
Mulazzo, la paura di via del Costigliolo
Sono bastati due acquazzoni estivi per far riemerge l’inadeguatezza del sistema fognario
MULAZZO. Sono preoccupati i residenti di via del Costigliolo. La pioggia, caduta copiosa, nel corso del forte temporale del 29 agosto, ha riportato alla luce paure che si credevano sepolte, insieme ai ricordi dell’infausta giornata del 25 Ottobre di due anni fa. L’ansia traspare dalle parole che descrivono quanto accaduto nel giro di poche ore, in quello che tutti pensavano fosse una mera burrasca estiva. Nel giro di poche ore, decine e decine di millimetri d’acqua si sono scaricati sul piccolo comune lunigianese, con conseguenze catastrofiche nella porzione di abitato citata. «Conviviamo – ci raccontano i residenti - con livelli di stress notevoli. Gli ultimi due episodi, bisogna ricordare anche quello dello scorso 25 agosto, hanno riproposto una situazione non facilmente gestibile per noi residenti. La quantità di acqua era tale che le condutture erano sovraccariche, non riuscendo a scaricare l’acqua in eccesso». Via del Costigliolo è arroccata sul pendio che costeggia la strada che congiunge con il borgo di Mulazzo. La strada che si usa è in forte pendenza, sconnessa a causa delle piogge alluvionali e dei lavori di costruzione del nuovo canale. Quando la si percorre si nota come l’acqua abbia lasciato un profondo solco nel terreno e come abbia portato a valle moltissimi detriti. «Durante il temporale si è formato un vero e proprio torrente che ha condotto davanti alle case un accumulo di sassi. Le grate di scolo di fronte alle case erano ingombre, abbiamo dovuto lavorare ore per poterle liberarle». La causa sarebbe imputabile alle condutture idrauliche che dovrebbero consentire il deflusso: sarebbero obsolete e troppo piccole. Un tombino, un quadrato di venti centimetri di lato che riceve gli scarichi delle canale della zona, delle foganture e del canale che scorre adiacente. «Durante la fuoriuscita le acque bianche e quelle reflue si sono avvicinate alle nostre porte – proseguono gli abitanti – questa situazione rischia di diventare deleteria anche per la salute. Vorremmo che fossero potenziate le condutture. Solo così ci sentiremmo più sicuri quando il cielo si annuvola». Interviene anche il coordinatore della Giovane Italia-Pdl Marco Ciri su questa vicenda: «Il sindaco dovrebbe ascoltare questo grido d’allarme dei cittadini, andando a lenire i problemi che si affacciano alla quotidianità. Per rilanciare Mulazzo non servono campagne di immagine, bensì cercare di costruire una realtà più sicura a livello comprensoriale. Tra due settimane auspichiamo che si possano riaprire i cantieri».
Cristiano Borghini
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