Il Tirreno

L’OPPOSIZIONE

Gli Arancioni: «Così impedite il controllo democratico»

MASSA. Netto il dissenso del gruppo Arancioni per Massa e delll’Udc alla proposta che modifica in maniera sostanziale lo statuto dell’Asmiu. Innanzitutto, ha sostenuto Carmen Menchini nel suo...

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MASSA. Netto il dissenso del gruppo Arancioni per Massa e delll’Udc alla proposta che modifica in maniera sostanziale lo statuto dell’Asmiu.

Innanzitutto, ha sostenuto Carmen Menchini nel suo intervento, vi è una questione di legittimità dell’atto: «La delibera, prevedendo la possibilità dell'istituzione dell'amministratore unico, entra di fatto in una materia giuridica estremamente controversa, come viene riconosciuto nella premessa della delibera medesima, in cui si dice “visti i molteplici interventi e giurisprudenziali”. Il consiglio comunale è dunque chiamato ad esprimersi su una questione che non ha ancora raggiunto un chiarimento normativo. La delibera non si appoggia su di una legge, cioè su di una normativa espressa, ma su un semplice parere della corte dei conti sezione della Lombardia. La legge non parla di amministratore unico per le aziende speciali. La giunta fa una forzatura alla legge e costringe il consiglio comunale ad esprimersi su una questione che potrebbe domani essere impugnata».

Ma ci sono anche questioni politiche Amministratore unico significa l’abolizione del consiglio di amministrazione (la cui istituzione è facoltativa e alternativa all'amministratore unico). Ebbene, per gli Arancioni l’abolizione di un organo collegiale in favore di un unico amministratore «di nomina del sindaco da cui dipende interamente, non favorisce la partecipazione, la democrazia e il controllo del sistema. Le minoranze saranno automaticamente escluse da qualsiasi forma di controllo dell’azienda. Fa così paura la capacità delle minoranze di entrare nel dibattito, nella discussione e di partecipare? Giova ricordare che sotto la sindacatura di Roberto Pucci, da certi definito rais, fu garantita la presenza delle minoranze nei consigli di amministrazione degli enti, fino alla presidenza di Master affidata ad un uomo della minoranza».

Quanto al risparmio economico, Menchini e l’Udc si chiedono: «Come mai la maggioranza non ha tenuto conto del risparmio quando ha portato i componenti delle commissioni consiliari da 8 a 9, attribuendosi ogni membro in più? A ben vedere le ragioni del risparmio valgono solo se garantiscono un controllo unilaterale del sistema al sindaco».

Infine, la questione dell' equilibrio tra i generi «che non sarà attuabile in caso di amministratore unico, cosa che aggraverà la situazione di già scarsa attenzione che questa amministrazione riserva alle pari opportunità, con una giunta che ha una sola donna su 6, e un solo presidente donna di commissione su 8».

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