Sicurezza
Visita in ritardo? L’Asl deve darti 25 euro
Lo prevede una delibera regionale del 2006, ma nessuno lo sa. L’azienda: ne fanno richiesta 150 persone l’anno
MASSA. La salute costa, questo è assodato. E la sanità non sempre è efficiente, così capita che per una visita il paziente debba aspettare un po’ troppo. Oltre il tempo massimo fissato dalla Regione. La Toscana, però, da parte sua, uno sforzo - e non da poco - lo ha fatto: se tu non ottieni una visita specialistica (ginecologica, cardiologica, otorinolaringoiatra, ortopedica, neurologica, dermatologica, oculistica, chirurgica o urologica) entro 15 giorni, in uno dei presidi della tua azienda sanitaria, l’Asl è tenuta a mettersi le mani in tasca e ad indennizzarti: 25 euro di “rimborso”, anche se non prenoti. A prevederlo è la delibera regionale 143 del 2006. Stesso diritto per chi non riesca ad ottenere rx ed ecografie entro 30 giorni (delibera 867 del 2006). Venticinque euro, quindi, non una cifra da capogiro, comunque soldi che fanno comodo se sei costretto a pagarti una prestazione privata. Un’agevolazione per il paziente e uno sprone per l’azienda sanitaria: più sei inefficiente, più sei costretta a sborsare.
La legge c’è, ma pochi la conoscono. La conosce, però il paziente che, nei giorni scorsi, prescrizione medica alla mano, telefona al centro unico prenotazioni dell’Asl: ha forti dolori ad un piedi e il medico di base ha richiesto un’ecografia. Impossibile - riferisce l’utente - prenotarla entro un mese: dovrebbe scattare il diritto all’indennizzo, ma nessuno gli dice nulla. E lui non si arrende, scarica le delibere regionali e solleva nuovamente la cornetta: «Nulla - assicura - neanche un cenno ai 25 euro. E, quando ho chiesto delucidazioni, l’operatore ha ammesso di non saperne nulla e mi ha invitato a rivolgermi di persona al Cup».
Il paziente prenota l’eco presso uno studio privato e paga 80 euro: se avesse ottenuto l’indennizzo, dal portafogli avrebbe dovuto sfilarne soltanto - si fa per dire - 55. La cosa non gli va giù, tanto che si concede una chiamata alla redazione e si sfoga.
E, in effetti, a conoscere il diritto al “rimborso” sono pochi massesi, nonostante capiti che i tempi previsti dalla Toscana (i 15 o 30 giorni) siano sforati: basta un’occhiata sul sito dell’Asl per averne conferma. Al 30 agosto non rispettavano l’obbiettivo regionale delle due settimane le visite ortopediche, neurologiche e oculistiche. Bene, chiunque abbia chiesto di poterle prenotare ha diritto all’indennizzo. E c’è da contare che si tratti di parecchie persone. Eppure solo 150 utenti chiedono ogni anno il rimborso, con un aggravio, per le casse dell’azienda, pari a 3.750 euro.
Il dottor Enrico Raggi, responsabile Cup, assicura che l’informazione c’è: «Esiste una procedura per cui nel momento in cui la prestazione non è erogabile nei tempi, si accende una luce rossa sul computer e l’operatore è tenuto ad informare il paziente». Il cittadino, quindi, dovrebbe fornire un codice Iban e ritrovarsi i 25 euro sul conto corrente.
«Solo durante una ridefinizione del personale - prosegue il responsabile - può esserci stato un deficit di comunicazione. Provvederò comunque a ricordare la normativa agli addetti». Perché in tempi di crisi c’è chi non si cura e 25 euro non sono spiccioli.
Chiara Sillicani
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