Proteste
Val di Magra a rischio, sos al ministro
Il Popolo degli alluvionati chiede dragaggi dei fiumi,argini potenziati a sostegni alle famiglie disagiate
AMEGLIA. Il comitato “Popolo degli alluvionati” scrive al ministro dell’ambiente, Andrea Orlando e al senatore Massimo Caleo, per esporre la situazione dopo gli eventi catastrofici alternatisi a più riprese dal novembre 2000 all’ottobre 2011, nei territori Ameglia, Bocca di Magra, Fiumaretta, Montemarcello, Sarzana e resto della Val di Magra.
«Cinque terribili alluvioni nell’arco di 3 anni, hanno devastato le nostre case, distrutto i nostri averi, cancellato i nostri sogni senza lasciarci il tempo di rialzarci - inizia la note del comitato - ma nessuno di noi, nonostante i proclami e le promesse ha ottenuto un euro di risarcimento. Siamo allo stremo e viviamo ogni temporale o acquazzone con l’ansia e la paura che ci attanaglia. Il nostro territorio è devastato: ci sono frane ovunque, il ponte della Colombiera è crollato, il turismo è ai minimi storici e le attività nautiche e commerciali sono ormai allo stremo. In questi anni di attività sul territorio ci siamo incontrati/scontrati con tutte le istituzioni che dovrebbero garantirci una vita “normale”. Incontri in Regione a Genova con l’on. Burlando, Provincia e molti sindaci coinvolti, non sono serviti neppure a migliorare le nostre situazioni. La frase di rito è sempre stata: “non ci sono soldi” anche se per molti obbiettivi che riteniamo secondari alla nostra sicurezza, i soldi si sono trovati. Siamo stanchi e amareggiati di vivere una situazione di costante pericolo, sentendoci impotenti di fronte all’immobilismo degli amministratori nonostante siano state emesse ben due ordinanze dal Consiglio dei ministri che autorizzano l’attuazione del dragaggio o risagomatura da porre in essere nell’ambito del Magra. il commissario delegato presidente della Regione, Claudio Burlando, secondo queste ordinanze avrebbe dovuto individuare e farsi garante di un soggetto attuatore con il compito di provvedere alla realizzazione delle opere per il ripristino dell’officiosità dei corsi d’acqua prevista in appositi programmi di intervento anche senza il nullaosta dell’Autorità di bacino competente, comprendenti la rimozione dell’eventuale sovralluvionamento (dragaggio)».
E il comunicato prosegue: «Ma non ci arrendiamo e la gente che ci appoggia quando ci incontra e le tantissime adesioni ai nostri comitati e associazioni ci stanno dando la forza per lottare e ottenere ciò di cui abbiamo diritto: una vita tranquilla. In questi anni abbiamo intrapreso ogni possibile strada, azioni legali contro gli enti, denuncie alla Procura, manifestazioni in strada, convegni, attività informative, assemblee pubbliche invitando ingegneri idraulici e i massimi esperti del nostro fiume e siamo riusciti a individuare le azioni necessarie per mitigare i rischi delle alluvioni difendendo le nostre vite: dragaggio costante del fiume, pulizia programmata dell’alveo, attività di arginatura, aiutare le famiglie finanziariamente, tramite risarcimenti e annullamento della tassa dell’Imu».
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