Il Tirreno

«Un errore e uno spreco di soldi» Massa boccia il piano Fescione

di Manuela D'Angelo

L’amministrazione Volpi contro il progetto Settesoldi per fare sfociare il torrente sulla spiaggia Il no dei tecnici: ci saranno insabbiamenti costanti, ristagno delle acque e problemi di balneabilità

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di Manuela D'Angelo

MASSA

«Il progetto della foce diretta in mare è un errore, una soluzione di altissimo impatto ambientale per il territorio massese, per le numerose attività private della zona e i numerosi cittadini coinvolti, nonché uno spreco di denaro per la Regione Toscana». È questo in sintesi il pensiero del Comune di Massa che, finalmente, scioglie le riserve e si pronuncia sul caso Fescione, presentando le sue osservazioni al progetto Settesoldi, che prevede, come sappiamo, lo sbocco diretto in mare, davanti alla spiaggia libera di Poveromo, completamente in territorio massese e non più verso Montignoso, con lo sbocco sul Fosso Versilia.

C’era da aspettarselo, ma adesso è ufficiale: il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha firmato assieme all’ingegner Fernando Della Pina l’osservazione al progetto originario, che piace tanto al Comune di Montignoso e alla Provincia di Massa Carrara; un atto che potrebbe riaprire la questione della foce diretta in mare, che è tecnicamente perfetto, ma che porta anche un’impronta politica forte, non secondaria.

Secondo Massa i punti critici del progetto Settesoldi sono molti: intanto, si sono basati su una foto del 1937 che, secondo Della Pina, non è stata capita: «Lo sbocco a mare indicato dallo studio Phisis in realtà è uno sbocco di limitazione, in quanto il Fescione non scaricava in mare, bensì sulla spiaggia, il che ci può far supporre che la portata sia principalmente destinata presso zone umide, Buca degli Sforza e aree delimitate dal Lungomare a via Verdi, con un canale che sfocia sul corso d'acqua Versilia. Dalla sovrapposizione fotografica dello scatto del 1937 con uno scatto del 2000, esclusivamente in nostro possesso, allegato all'osservazione, si nota inoltre che il tratto di costa che interesserebbe un eventuale sbocco in mare diretto a Poveromo è stato oggetto di un aumento di larghezza della spiaggia, di circa 20 metri, dovuto alle correnti marine, dunque è molto probabile che le acque del Fescione- Canalmagro, che già nel 1937 non riuscivano ad avere la forza necessaria per sfociare in mare, oggi farebbero ancora più fatica a passare. Lo sbocco a mare così concepito ha alte probabilità di insabbiamento e infine- si legge sempre nelle osservazioni - lo sbocco non potrà funzionare, in quanto l'energia delle acque sarà troppo bassa per contrastare l'energia delle mareggiate e quindi lo sbocco sarà soggetto ancora ad insabbiamento».

In pratica gli uffici comunali di Massa, in un documento di circa 20 pagine fitte di dati e comparazioni, dimostrano che la foce concepita dal progetto Settesoldi sarebbe sempre soggetta ad insabbiamento, creerebbe ristagno di liquidi in prossimità di terreni privati e attività balneari e potrebbe funzionare solo a parità di una pulizia eccellente dell'intero corso d'acqua, dalla sorgente alla foce e di un aiuto meccanico alla foce stessa per permettergli di sfondare circa 20 metri di costa in più rispetto agli anni 30. Bocciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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