Sicurezza
Sì ad Avviso Pubblico, no alla Carta di Pisa: è polemica
CARRARA. La Commissione “Affari generali” vota a favore della proposta del M5S: in Consiglio comunale verrà presentata la mozione, oggetto di approfondita discussione nel corso di tre commissioni...
CARRARA. La Commissione “Affari generali” vota a favore della proposta del M5S: in Consiglio comunale verrà presentata la mozione, oggetto di approfondita discussione nel corso di tre commissioni precedenti, che invita l'Amministrazione ad aderire ad “Avviso Pubblico”. Resistenze e perplessità invece riguardo all'adesione al codice etico della “Carta di Pisa”. Le motivazioni: c'è chi, come il presidente Davide Poletti (Pd) e Roberto Conserva (Psi), afferma che la questione non è stata ancora discussa all'interno dei rispettivi partiti di riferimento e che quindi l'adesione potrebbe essere solo personale, chi ancora, come Luca Barattini (Pd) la ritiene superflua e pretestuosa, in quanto «il Comune ha già a suo tempo stilato l'anagrafe degli eletti includendo anche gli assessori».
“Avviso Pubblico” è un’Associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica e nella Pubblica Amministrazione. Ad oggi “Avviso Pubblico”, presieduta dal Sindaco di Certaldo (Fi) Andrea Campinoti, conta più di 220 soci tra Comuni, Province e Regioni. Molti i progetti svolti, incluse collaborazioni con l'associazione “Libera” di Arci e la partecipazione alla “Carovana antimafia”. La “Carta di Pisa”, codice etico messo a punto proprio da “Avviso Pubblico”, si propone di rafforzare ulteriormente la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa. «Non capisco - afferma Federico Bonni (M5S) - perché qui a Carrara c'è così tanta riluttanza proprio da parte del Pd, lo stesso partito che a Pisa, tramite il sindaco Marco Filippeschi, ha stilato il codice da cui la stessa carta prende il nome». Dal Movimento 5 Stelle sono certi che sia l'idea di sottostare all'articolo 18 a lasciare perplessi i commissari: “L’amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice. L’amministratore deve altresì vigilare sulla successiva adesione a tali disposizioni da parte dei soggetti nominati e, in caso di mancato rispetto, porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento, conformemente a quanto previsto dall’art. 21 del presente Codice (che prevede sanzioni e revoca della nomina in caso di inadempimento). L’amministratore deve altresì procedere a tali nomine, qualora queste richiedano competenze di natura tecnica, a seguito di un bando di valutazione comparativa dei candidati, mediante provvedimento motivato in base al parere ovvero alla designazione di un comitato di garanzia». «Credo che aderire alla Carta di Pisa non potrebbe che far bene all'Amministrazione - afferma Claudia Bienaimé (IdV) - non devo essere io a ricordarvi, visto che è un dato oggettivo, che la nostra provincia è trentottesima per infiltrazioni mafiose». Insomma, fra mille discussioni e accuse d'incompetenza al Movimento 5 Stelle la Commissione si è chiusa: sì ad “Avviso Pubblico” e no alla “Carta di Pisa”. «Si tratta di una costola di “Avviso Pubblico” - afferma Matteo Martinelli (M5S) - noi abbiamo già protocollato la mozione e la presenteremo comunque in Consiglio Comunale». (b.m.)
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