Il Tirreno

POESIA E LETTERATURA/2

Il S. Domenichino a Valerio Mello

Nella sua“La nobilità dell’ombra” il dolore del vivere quotidiano

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MASSA. La giuria della 54esima edizione del premio letterario Internazionale San Domenichino - Città di Massa, presieduta da Alessandro Quasimodo, figlio del Nobel per la Letteratura, membri Franco Pezzica, Franco Farina, Manrico Testi, Cristiano Valsega, Giacomo Bugliani, Franco Pedrinzani, ha assegnato il 1° premio al poeta Valerio Mello di Milano, nella sezione Opera edita di poesia, per il libro La nobiltà dell'ombra - Corrispondenze", (Edizioni La Vita Felice, 2013). «Il tratto peculiare che caratterizza la silloge lirica “La nobiltà dell'ombra" è la cifra mitica che l'autore, Valerio Mello, incide in questo nostro tempo del caos e dell’oblio», è stata la motivazione della giuria. Siculo trapiantato a Milano con in cuore una tenace nostalgia del Mezzogiorno, il poeta rischia di perdersi nella bolgia della metropoli: “Come gli alberi porto pazienza/sui marciapiedi ed immobile/nell'urbano fragore attendo il sole/sulle foglie dispiegate”, scriva in “Platani nel parco”. Lo salva la scrittura: “Finestre con le fronde confuse/in Largo Cairoli, finestre/sui giorni di cera,/io vivo, io sono/ciò che scrivo”(Finestre).

Mello, si legge nella prefazione di Francesco D'Episcopo, «vive così un corpo a corpo tra l'esistere, che invoca i suoi spazi e i suoi tempi, e lo scrivere, che scandisce i ritmi segreti dell'essere, nel tentativo proprio di sottrarli a quel velo che li avvolge e talvolta li offusca nell'inevitabile usura di un vivere quotidiano, che non prevede generalmente dentro di sé una diversa interpretazione del mondo. Ma il poeta è poeta e Mello è poeta vero».

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