Il Tirreno

Apuafarma si cambia la Progetto Carrara si fonderà con Amia

CARRARA. Sulle società partecipate, in questi giorni al centro delle polemiche per le nomine, il sindaco Angelo Zubbani annuncia: amministratore unico alla Progetto Carrara e aria di novità per...

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CARRARA. Sulle società partecipate, in questi giorni al centro delle polemiche per le nomine, il sindaco Angelo Zubbani annuncia: amministratore unico alla Progetto Carrara e aria di novità per Apuafarma.

Sulla bagarre nel Pd, il primo cittadino dichiara: è un partito amico ma non il mio. Quella che vedo sui giornali in questi giorni è fantapolitica e leggo divertito le notizie delle mie presunte ingerenze nel Pd: parola di Angelo Zubbani che non entra nel merito delle polemiche innescate dalle nomine delle partecipate e decide piuttosto di giocare a carte scoperte.

«Ad Apuafarma serve una scossa e una ventata di novità. Per la Progetto Carrara pensiamo ad un amministratore unico che traghetti la società verso la fusione con Amia» ha dichiarato il primo cittadino, lasciando intendere che il cda di Apuafarma, in scadenza nel 2014, dovrebbe essere rinnovato in anticipo, entro fine anno.

Quanto poi alle presunte ingerenze del sindaco negli affari del Pd, Zubbani ha spiegato: «Il Pd è un partito amico ma non è il mio partito, penso che qualcuno cerchi di tirarmi in ballo per scaricare su di me i problemi al loro interno».

Anche sulla nomina di Fabio Felici a Imm-Carrarafiere il sindaco non ha dubbi: «L’ho scelto io dopo una lunga ricerca, al di là del fatto che avesse la tessera del Pd». Il primo cittadino conferma dunque la sua linea, in barba alle critiche di questi giorni arrivate anche dalla sua maggioranza: «Scattina? E' intriso di populismo e di una certa cultura figlia dei nostri tempi» taglia corto Zubbani. E proprio da Giuseppe Scattina arriva oggi una controreplica: «Il sindaco mi accusa di cercare la notorietà e con questo, oltre a offendermi, stronca il dibattito» afferma il consigliere comunale che propone un suo sistema di nomine, incentrato su un elenco di nomi indicati da ordini professionali, associazioni e partiti, scremato poi dalla commissione Bilancio e Partecipate, a cui il sindaco attinga per designare presidenti e membri dei consigli di amministrazione. «Questo non è populismo né demagogia, ma un esempio di metodo trasparente e democratico», conclude Scattina. (c.ch.)

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