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Una carrarese entra nel Cda della Banca Carige

Una carrarese entra nel Cda della Banca Carige

A sorpresa, la Fondazione Crc è riuscita ad avere un proprio rappresentante: è la direttrice dell’Amia

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CARRARA. Una carrarese, l’avvocato Lucia Venuti direttrice di Amia, nel consiglio di amministrazione di Banca Carige, settimo istituto bancario italiano nonché azionista di riferimento (con il 90%) della Cassa di Carrara. E’ stata una mossa davvero riuscita quella della Fondazione Cassa di Carrara nella riunione del patto parasociale di Banca Carige; il patto parasociale è composto da imprenditori privati, cooperative e dalle fondazioni Cassa Risparmio di Savona, Cassa Risparmio Carrara, Banca del Monte di Lucca, e si è riunito per scegliere i candidati per il prossimo cda di Banca Carige; si tratta di Remo Angelo Checconi (Coop Liguria), Luca Bonsignore (gruppo Bonsignore), Lorenzo Roffinella (Gruppo Gavia) e appunto Lucia Venuti. I primi tre hanno già fatto parte del consiglio di amministrazione decaduto dopo le dimissioni dei componenti della Fondazione Carige e dei francesi di Bpce. La decisione è stata presa all'unanimità. Complessivamente, il patto parasociale ha circa il 6 per cento di Carige (ne fa parte anche il presidente uscente Giovanni Berneschi), e la Fondazione Crc, con circa lo 0,07%, è riuscita ad avere un consigliere (su 15) solo per la rinuncia della Fondazione Cassa di Savona. «E’ accaduto tutto un po’ a sorpresa - racconta il presidente della Fondazione Crc Alberto Pincione - tutti sapevamo che il consigliere sarebbe spettato alla Fondazione di Savona, che invece ha rinunciato. Abbiamo raccolto l’opportunità, ovviamente per scegliere il rappresentante della Fondazione e quindi della città ho sentito il sindaco, serviva una rappresentanza femminile per rispettare le cosiddette quote rosa che avesse precisi requisiti professionali, ed è scaturito il nome dell’avvocato Lucia Venuti. E’ una grande soddisfazione avere un rappresentante nel cda della Banca, in un momento di grande trasformazione». Ancor più importante perché con l’uscita dal cda di Giovanni Berneschi sarebbe venuto a mancare lo storico riferimento di Carrara in Carige.

Proprio ieri è stata resa nota la relazione di Bankitalia su Carige stessa. La banca centrale avrebbe sollevato pesanti rilievi sulla gestione del credito: soldi prestati a pochi e selezionati “amici”, con rischi creditizi sottovalutati; un direttore generale che non usa i propri poteri e un presidente che ne esercita troppi; consiglieri di amministrazione che anche quando hanno criticato la gestione Berneschi poi non hanno votato contro. Insomma, nella relazione emerge la figura di un uomo che comandava per tutti: cioé Berneschi, che però a fine mese sarà sostituito. Ma Carrara avrà lo stesso un riferimento all’interno del Cda della capogruppo. (m.b.)

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