Il Tirreno

«Scure dei tagli, cittadini prime vittime»

«Scure dei tagli, cittadini prime vittime»

Appello in extremis di Massimo Pinza a Camera e Senato per una proroga all’accorpamento della sede distaccata

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AULLA. In merito alla revisione della geografia giudiziaria, che in altre parole significa accorpamenti delle sedi distaccate dei tribunali, il presidente della sezione Pontremoli-Lunigiana dell’Anai (Associazione nazionale avvocati italiani), Massimo Pinza, si rivolge tra gli altri ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Regione Toscana e ai consiglieri regionali Ferri, Rossetti e Marini.

Il noto avvocato aullese scrive: «Prima di tutto l’auspicio che, a pochi giorni dal 13 settembre, queste mie poche righe possano portare a una riflessione seria e a un successivo provvedimento di proroga della riforma. La revisione della geografia giudiziaria è lontana al conseguire un effettivo risparmio di spesa e una migliore efficienza del sistema giustizia, mentre scatenerà sicuramente svariati disagi ai cittadini e, in particolar modo, per coloro che risiedono in zone geografiche come la Lunigiana, caratterizzate da vasti territori montani e a distanze considerevoli dal capoluogo provinciale».

Revisione della geografia giudiziaria. «Così come concepita e attuata dal Governo Monti e fatta propria dal Governo Letta, lede in toto il principio di “giustizia di prossimità”, allontanando il cittadino dal proprio ufficio giudiziario di riferimento e creando difficoltà nell’accesso alla giustizia. Nessuno nega che l’organizzazione del sistema giudiziario necessiti di una rivisitazione, ma partendo da tali premesse, non tutti i tribunali e non tutte le sezioni distaccate possono essere considerate allo stesso modo. Non può esistere la stessa cura per persone che hanno malattie diverse l’una dall’altra, così come non si può accettare lo stesso intervento su uffici giudiziari che sono da riferimento per realtà diverse l’una dall’altra. Non si può negare che la soppressione indiscriminata degli uffici giudiziari e in particolare delle sezioni distaccate di tribunale, senza una analisi concreta delle singole realtà in cui l’ufficio opera, porti più che a risparmi economici, allo scaturire di disagi per quei territori che, essendo periferici, sono già penalizzati sotto molti aspetti. La sezione distaccata di Pontremoli a cui fa riferimento la popolazione lunigianese dista dal capoluogo provinciale di Massa ben 60 km. Questa distanza aumenta se si tiene conto delle frazioni più montane dei Comuni lunigianesi. In questi giorni, dopo le ferie agostane, il dibattito sulla riforma della geografia giudiziaria si è riaperto, ma ciò che serve non sono sterili polemiche o campanilismi di sorta, bensì immediati provvedimenti di proroga, così come approvato in Commissione giustizia al Senato».

La proroga. «Un anno in più permetterà di riflettere su un più serio intervento di revisione rispetto a quello che ci aspetta il 13 settembre prossimo, prendendo atto di quelle che sono le singole realtà degli uffici giudiziari e quelli che sarebbero gli effetti di una eventuale soppressione in zone come quella da cui si scrive: La Lunigiana. Tale proroga permetterebbe una revisione costruita a tavolino di trasformarsi in un occasione vera ed effettiva di riforma dell’organizzazione degli uffici giudiziari sul territorio. Diversamente, la possibilità di intervenire con correttivi nel successivo biennio non avrebbe alcun senso a uffici soppressi. Si richiede, a pochi giorni dal 13 settembre, di intervenire, quale potere legislativo che rappresenta gli interessi dei cittadini, nel rispetto di una giustizia di prossimità che, se lesa, non garantirà più al cittadino un adeguato accesso alle tutele giudiziarie. A coloro che rappresentano la Lunigiana nel consiglio regionale e al presidente Rossi, chiedo di provvedere sulla stessa linea del consiglio regionale dell’Abruzzo, laddove tale assemblea ha deliberato in data 6 agosto 2013 di presentare la richiesta di referendum abrogativo della normativa riguardante la revisione della geografia giudiziaria».

L’appello. Massimo Pinza così conclude: «È per questo che mi rivolgo al parlamento e ai consiglieri regionali per bloccare una riforma fatta a tavolino e che il ministro Cancellieri intende portare a termine il prossimo 13 settembre. Una riforma messa in atto sulla scia di quella francese. Non si può negare che esistano perplessità sufficienti a giustificare un blocco della riforma così come concepita, sia attraverso una proroga che rispetti quanto scaturito dalla commissione Giustizia del Senato, sia attraverso l’abrogazione della normativa. In entrambi i casi, è la politica che deve assumersi responsabilità».(f.p.)

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