Sicurezza
«Nomine senza trasparenza»
La consigliera di opposizione: mai fatte le modifiche annunciate
CARRARA. Claudia Bienaimè, consigliere d’opposizione, insiste sul caso nomine. «Ancora parole… bisogna dirlo chiaramente, sulle nomine non c'è stata né trasparenza né correttezza».
«La collega Crudeli - aggiunge - sa bene che si è parlato per un anno di modificare la delibera sui criteri per le nomine e non è mai stato fatto, a maggio il Presidente del Consiglio annunciava ai capigruppo con una mail che il dottor Pennacchi aveva aggiornato il regolamento alle nuove norme introdotte dal decreto legislativo 39 del 2013; a giugno ci veniva riferito che l'Anci aveva proposto modifiche allo stesso decreto, in consiglio il regolamento non è mai approdato, la politica ha salvato se stessa con emendamenti al decreto del fare».
Prosegue la Bienaimè: «Trasparenza e correttezza significano rispetto delle leggi, la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società controllate è definita dalla legge, e la legge non è stata rispettata nella composizione del consiglio della Marmo Macchine».
E ancora: «Quanto al dibattito interno al Pd non posso dire nulla, ma ci pensano i militanti, ma è davvero singolare che un esponente del suo partito, Marco Musoni, dopo aver atteso vanamente due mesi per una risposta dalla pubblica amministrazione circa l'incompatibilità alla carica di consigliere di Ragoni e Boggi abbia dovuto ricorrere ad un legale e coinvolgere tutti gli organi istituzionali per avere una risposta. La risposta del Segretario Generale in sintesi sostiene che la carica di Ragoni non è oggi incompatibile in forza della legge del 9 agosto 2013, lo era al momento della richiesta di Musoni. Circa la posizione del consigliere Boggi si afferma che avendo dato le dimissioni dal collegio sindacale della Imm è venuta meno la condizione di incompatibilità. Rimane ancora aperta e senza risposta, anche in questo caso da circa due mesi, la questione della nomina di Boggi nel Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Carrara (dell’argomento se ne parla anche nello’articolo sopra, ndr)».
Non solo: secondo la Bienaimè, sono anche da valutare le sue dichiarazioni al momento della accettazione della candidatura. «E non è solo una questione etica, l'articolo 20 del del decreto legislativo 39/2013 parla di provvedimenti da prendere».
E conclude: «Trasparenza e correttezza nella pubblica amministrazione si ottengono dotandosi degli organi di vigilanza previsti dalla legge sopracitata, aderendo alla Carta di Pisa, codice etico di avviso pubblico».
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