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Il renziano Musoni contro Lucio Boggi

Il renziano Musoni contro Lucio Boggi

Ancora guerra all’interno del Pd. Il primo dei non eletti: «E’ anche consigliere della Cassa di Carrara, è incompatibile»

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CARRARA. Non si placano le polemiche sulle nomine delle partecipate, siano esse quelle nuove di zecca, decise nelle ultime settimane o quelle più datate, relative a precedenti mandati.

Dopo il fuoco incrociato tra il consigliere di Rifondazione Giuseppe Scattina, il Movimento5 Stelle e il sindaco di Carrara sui metodi di selezione dei vertici delle aziende municipali, mentre prosegue il fermento all’interno del Partito Democratico, a gettare nuova benzina sul fuoco ci ha pensato Marco Musoni, primo dei non eletti del Pd che è tornato all’attacco del consigliere Lucio Boggi, anche lui del Pd.

Ieri mattina, il legale di Musoni, Franco Perfetti ha presentato al Segretario Generale del Comune e alla Commissione Controllo e Garanzia una richiesta di verifica sulla posizione di Boggi, sollevando l’ipotesi di una incompatibilità tra il suo ruolo di consigliere comunale e quello all’interno del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Carrara.

Una richiesta di chiarimento analoga era stata presentata, qualche settimana fa, anche dal gruppo del Movimento5Stelle, ancora oggi in attesa di una risposta. Tanto i grillini quanto Musoni, ipotizzano un possibile conflitto tra l’operato di Boggi come consigliere comunale (membro anche della commissione Bilancio) e le sue funzioni di consigliere all’interno del consiglio di amministrazione della Cassa, essendo la Crc ente tesoriere del Comune. «Secondo noi sono due ruoli incompatibili, lo dice il Testo unico degli enti locali e lo hanno confermato due recenti sentenze della Corte di Cassazione» ha spiegato Marco Musoni, annunciando che, se entro pochi giorni non arriverà la risposta dalla segreteria generale del municipio, insieme al suo legale procederà con una denuncia per omissione di atti di ufficio. Pacata la reazione del diretto interessato. «Io non credo ci siano, ma se esistessero delle incompatibilità andrebbero immediatamente rimosse», ha replicato Lucio Boggi, annunciando la propria disponibilità a lasciare il posto nel cda della Cassa di Risparmio. «La mia funzione di consigliere non incide sulla tesoreria, mi sembra un’accusa ridicola ma non sta a me giudicare e se venisse rilevata l’incompatibilità mi dimetterei dalla Banca. Sono stato eletto con tante preferenze e ho un dovere verso i miei elettori» ha precisato Boggi che però non ha risparmiato una frecciata al suo compagno di partito. «In effetti ho preso il doppio dei voti di Musoni che, a dirla tutta, non era il primo ma il quarto dei non eletti del Pd. E’ riuscito a risalire di posizione solo perché il nostro è un Partito forte e si è conquistato tre assessori» ha aggiunto il consigliere in carica. Non è la prima volta che Lucio Boggi finisce nel mirino di Marco Musoni: a luglio proprio l’esponente renziano del Pd aveva già contestato la compatibilità tra il suo ruolo di consigliere e l’incarico nel collegio sindacale di Imm, da cui però Boggi si è dimesso.(c.ch.)

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