Il Tirreno

I pescatori di Cinquale smentiscono il M5S

di Alessio Profetti
I pescatori di Cinquale smentiscono il M5S

«Tutti soddisfatti dei nuovi spazi, nessuna protesta, forse i grillini ci confondono con i diportisti»

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MONTIGNOSO. Per il Movimento 5 Stelle di Montignoso il progetto del mercato ittico è pieno di magagne.Per i diretti interessati, cioè i pescatori, che replicano attraverso il loro presidente Ettore Apolloni è tutta un’altra storia. Il M5S aveva parlato di segnalazioni ee contestazioni che i pescatori avrebbero rivolto all’assessore Gianni Lorenzetti, e all'amministrazione riguardanti le modalità di gestione e di aiuto nelle attività del settore all'interno dello spazio "pesca" del Cinquale.

«Mi sento di poter dire –replica però Apolloni – che non sussitano i problemi sollevati dall'interrogazione del M5S. Sono a stretto contatto con tutti i pescatori del Cinquale e siamo soddisfatti oltre che riconoscenti all'amministrazione non solo per aver creato uno spazio per noi pescatori, ma anche per averci fornito le strutture per poter svolgere tutte le attività legate alla pesca. È probabile – continua Apolloni – che si siano confusi con le problematiche relative all'approdo turistico del Cinquale, noi non abbiamo nessun motivo per esprimere lamentele». Lamentele che infatti risulterebbero insolite se si considera la creazione di stabili attrezzati per ogni singola fase delle attività di pesca, compresa la vendita diretta, in piena comodità per chi ci lavora e di sicurezza per il consumatore. Uno spazio che comunque prima non esisteva.

«Noi – spiega Apolloni – per ora paghiamo solo un canone alla cooperativa La Victor che gestisce l'approdo turistico, ma si tratta di spese ordinarie e normali in vista anche di una soluzione a spese zero che si dovrebbe realizzare con il nuovo approdo per la pesca. Oggi abbiamo infatti strutture con bagno, antibagno, prima inestistenti. Per quanto riguarda il servizio pubblico, possiamo esercitare l'attività di vendita diretta, un servizio in più che ci permette anche di fare prospettive per il futuro».

Chiarito questo, rimane da capire come siano nate queste lamentele, ma soprattutto da chi siano partite. «Ho parlato con tutti i pescatori - continua il presidente - e nessuno a sollevato critiche o problemi. Penso che magari qualche lamentela possa nascere dai diportisti, magari a causa della ravvicinata attività tra pesca e diporto. Ciò che bisogna capire però è che queste sono strutture provvisorie fatte per offrire una migliore sistemazione per i pescatori e per sostenere le esigenze del settore». Esigenze anche normative in quanto le nuove disposizioni sulla tracciabilità del pescato impongono che le attività di pesca si svolgano in un luogo tale da permettere controlli,. Quindi - conclude Apolloni - questa è una soluzione che va anche a vantaggio del consumatore stesso. Il nostro pescato infatti non è fresco ma vivo».

E sulle prospettive future del settore l'associazione dei pescatori, composta da 21 operatori e 17 barche, sembra intenzionata a sostenere il progetto di consorzio proposto dall'amministrazione, idea che consentirebbe di mettere in comunicazione le attività turistiche con gli altri ambiti che interessano la costa. La creazione di un consorzio infatti potrebbe garantire sia un potenziamento del settore che la nascita di una gestione equilibrata nelle attività di dragaggio alla foce del fiume, d'estate come d'inverno. «Comunque - conclude Apolloni - siamo soddisfatti. Chissà magari un domani si potranno realizzare vere e proprie attività radicate sul territorio e legate alla pesca. Penso allo sviluppo di un settore come quello della ristorazione a km zero o a gare sportive. Questo potrebbe aumentare le capacità economiche e le offerte turistiche della zona», ovviamente all'insegna del pesce, sempre e comunque, certificato e fresco.

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