Il Tirreno

I 20 anni di una hit mondiale

I 20 anni di una hit mondiale

Nel 1993 il carrarese Checco dj lanciò Corona e “The rhythm of the night”

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CARRARA. Sono passati quasi vent'anni dall'uscita di “The rhythm of the night”, il singolo presto diventato un cult della musica anni '90.

Era il novembre 1993 e la canzone nasceva dal gruppo Corona: le voci di Jenny B e Sandy Chambers e l'immagine della brasiliana Olga de Souza sotto il coordinamento del compositore e produttore carrarese Francesco Checco Bontempi, meglio conosciuto come Checco Dj (compositore e unico produttore), con il supporto di Ivana Spagna ed il fratello Theo Spagna, Antonia Bottari, Annerley Gordon,Claudio Silvestri, Elisa Bertolini e dei fonici Francesco Alberti e Graziano Fanelli; così nasceva una hit anche oggi ballatissima.

Il successo fu enorme ed immediato, conquistando le vette delle classifiche europee ed americane.

Negli anni successivi il gruppo “Progetto Corona” produsse altri singoli, come Baby Baby, Try Me Out ed I Don't Wanna Be a Star, che ebbero anch'essi ottimi risultati.

In occasione di questo ventesimo anniversario ci siamo rivolti al protagonista di quel successo straordinario, Francesco Bontempi ovvero Checco Dj: «Lavoro sempre nel mondo della musica dance e produco i remix di mio figlio, noto come Simon from Deep Divas» risponde il dj, che rimarca come assieme abbiano prodotto anche il remix di "Vedo Nero" di Zucchero.

Parlando dei progetti all'attivo poi anticipa che è disponibile nei negozi di dischi e sui migliori portali di download digitali il secondo singolo di Corona, "Baby Baby" del '95, rivisitato con remix di dj nazionali ed internazionali.

Attualmente le collaborazioni poi si estendono, tra i molti, agli olandesi Marco V e Fedde le Grand, il francese Vendetta e al DJ Maurizio Gubellini. La stessa mitica The rhythm of the night era stata rimixata nel 2010: «Quel singolo resta tuttora nelle classifiche di vendita mondiali, è un vero e proprio evergreen - commenta Bontempi - d'altronde un successo resta sempre in voga: o si fa così o non si fa!».

Come racconta il figlio Simon dj su internet, Checco Bontempi, conosciuto anche come Lee Marrow, ha incontrato il mondo musicale all' età di 13 anni, iniziando a suonare come batterista in un complesso tra amici.

«Poi - racconta ancora il figlio - la passione lo spinse a prendere confidenza con lo strumento, provando nuove ed emozionanti esperienze musicali con gruppi sempre più bravi e all'avanguardia. Di lì a poco, iniziò una continua scalata come D.J. professionista lavorando in locali della versilia come il "Sea Horse Club" (Cavalluccio) nel 1978, "Ikebana Club" nel 1981, che nel 1990 divenne "La Cicala" dove vi lavorò ugualmente anche se per poco tempo» Nel novembre del 1981 approda alla discoteca "Alhambra" di Sarzana «che a detta di lui sono stati i 10 anni più belli della sua carriera di D.J., sia come musica che come personaggi che gli si aggiravano attorno. Iniziò a lavorare in tutta Italia, solo di sera, perchè il pomeriggio doveva essere solo dell'"Alhambra". Venivano da tutte le parti per vederlo e sentirlo anche perchè le sue cassette giravano tutta l'Italia e non solo, perchè come D.J. lavorò anche in Spagna, a Madrid presso la discoteca "National" in occasione di un premio e a Barcellona alla discoteca "Vaya Vaya" nella primavera del 1991». Nel 1985, ci fù il primo contatto con il mondo discografico e Checco creò il suo primo disco, "Shanghai" che divenne subito un successo in Europa.

Poi vennero altri dischi come "Around My Dream","Sayonara" "Don't Stop The Music" e molti altri.

«Finalmente - scrive Simon Dj - il primo incontro con la musica house, infatti Checco fù il primo a fare l'Italo House con "Bauhaus" il primo disco dei Cappella, che gli diede l'input giusto per rifare altri successi come "Pain", "Do You Want Me", "To Go Crazy" e altri brani che sono entrati nelle Charts di tutta Europa. Nel Novembre 1993 arrivò per Checco il tanto atteso successo a livello mondiale il fenomeno Corona che con il brano "The Rhythm Of The Night" arrivò al numero 2 nelle classifiche in Inghilterra e al numero 5 in America».

Insomma, un successo mondiale made in Carrara, giusto vent’anni fa. (c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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