Il dolore
Arte e cultura grandi protagoniste alla Lizza d’oro
L’emozione di Antonio Possenti: sono rimasto bambino All’Autorità portuale il pubblico delle grandi occasioni
CARRARA. Arte e cultura alla serata del premio Lizza e Foemina d’oro. Giunta alla sua trentesima edizione, la prestigiosa manifestazione ha riconfermato i suoi alti livelli, con premiati di spicco nel campo della pittura, scultura, danza, dell’impegno sociale e della letteratura. Coordinata dal critico d’arte Giammarco Puntelli, direttore dello Spoleto Art Festival, la serata all’Autorità portuale ha visto alternarsi nel ritiro delle lizze e delle sculture (realizzate da Luciano Massari ed Ugo Guidi) personaggi importanti della scena culturale nazionale e locale. Si è partiti con la discussione sul libro “La Fabbrica della salute: 1968-1992”, dedicato alla ricostruzione della storia sanitaria locale, con il suo autore Piercarlo Albertosi. «All’epoca la questione della salute aveva alle spalle - ha ricordato - un grande movimento di massa per esercitare forme di pressione sulle autorità, spesse volte decisive. Una fase o in contrasto con quella attuale dove i nuovi dirigenti sanitari, veri e propri mandarini di ultima generazione, in un momento di costante burocratizzazione e privatizzazione, rispondono agli ordini provenienti dall’alto, senza che l’opinione pubblica e la sua mobilitazione abbiano più la forza d’urto del passato». Forte la presenza femminile alla serata, con la ballerina di latino-americano Erika Mencaraglia (vincitrice di un premio speciale) e la scultrice Alba Gonzales (Foemina d’Oro). Iniziata la danza a 16 anni, Mencaraglia (attualmente 23enne) ha raggiunto l’apice della sua ancora lunga carriera lo scorso anno, partecipando per tre mesi ad una competizione internazionale a Taiwan. Ben più lunga la carriera della scultrice Alba Gonzales, la quale, nonostante la fama internazionale conquistata, non manca di ricordare le difficoltà della sua professione, specialmente per i più giovani. «C’è da tribolare a farsi strada, specie per le donne - ha detto - ma, come ho detto a mia figlia che voleva diventare ballerina, se non farlo ti fa soffrire allora provaci». Forte è stata l’emozione per l’assegnazione del premio Lizza d’Oro Arte ad Antonio Possenti per i suoi ottant’anni. Artista che per Puntelli ha “inventato un modo di fare arte”, Possenti è originario di Livorno, sebbene abbia vissuto gran parte della sua vita a Lucca, dove opera tuttora. Vignettista di fama (tanto da succedere a Mino Maccari nella redazione de “Il Mondo”) ha espresso nell’arte pittorica uno stile fantasioso ed onirico, anche fanciullesco, denso di simbolismo, che è stato ed è tuttora molto apprezzato dalla critica. «Sono rimasto ancora oggi un po’ bambino nell’animo - ha detto - guardo con curiosità al mondo e sono un uomo felice: sono riuscito a fare nella mia vita quello che mi piaceva». Apprezzato non solo dalla critica (con il Premio Bancarella 2012), ma anche dal pubblico (con centinaia di migliaia di copie vendute), lo scrittore di racconti e romanzi gotici Marcello Simoni. Autore del suo terzo romanzo “L’isola dei monaci senza nome”, Simoni ha rivendicato con forza i meriti della narrativa di genere, spesso considerata di poco valore artistico. «Dopo il successo del mio primo scritto, ho deciso di non adagiarmi sugli allori, proseguendo su questa strada e le reazioni sono state più che positive.“Non è facile scrivere, specie poesie, perché rileggendo si vede come elementi del mio essere, quelli più oscuri, vengono fuori e confrontarsi con essi non è affatto facile».
L’appuntamento è per il prossimo anno.
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