Attenzione
«Le garze? Se le deve portare da casa»
Il caso in ortopedia: ricetta da 106 euro a un paziente. Fondi (Tribunale del malato): in Medicina mancano i pannoloni
CARRARA. «Vuole essere medicato? Si compri le garze (106 euro è il prezzo e non sono mutuabili) e le porti da casa».
Una situazione che ha del surreale. Ma è quello che si è sentito dire un autista di camion che a seguito di un incidente sul lavoro è dovuto ricorrere nei giorni scorsi all’ambulatorio di ortopedia, all’interno del monoblocco, per una medicazione al braccio.
La vicenda, che accende ancora una volta l’attenzione sui problemi dei tagli e degli approvvigionamenti nella sanità locale parte qualche settimana fa con un incidente in cui viene coinvolto un autotrasportatore di Carrara.
«Il camion di mio marito - racconta la moglie che ha segnalato questa storia - ha avuto un incidente mentre si trovava per un viaggio di lavoro a Livorno. Si è ribaltato su un fianco e lui ha riportato una estesa escoriazione al braccio sinistro. È stato ricoverato in ospedale (a Livorno) e ha subito due interventi in anestesia generale per liberare le ferite dai sassi e dai pezzi di asfalto. L’escoriazione è molto estesa e, nel momento in cui è stato dimesso, i medici ci hanno prescritto varie medicazioni: ho chiesto se potevamo farlo al nostro ospedale visto che fare avanti da Livorno non sarebbe stato troppo semplice per noi, visto anche che mio marito non è in grado di guidare. Ci hanno detto che non c’erano problemi e in caos contrario avrebbero provveduto a inserirci nel Cup dell’ospedale dove era avvenuto il ricovero».
Fin qui tutto bene. La coppia torna a casa e nei giorni scorsi si reca all’ambulatorio di ortopedia per la prima medicazione. «Scoprono che non ci sono le garze medicate necessarie per quelle ferite - racconta la moglie dell’autista infortunato - un’infermiera si allontana di corsa e le recupera dal reparto di chirurgia. Al termine della medicazione mi fanno una ricetta e mi dicono di portare le garze la prossima volta, cioè il prossimo venerdì».«A quel punto vado in farmacia e mi presentano il conto: le garze, prescritte costano 106 euro e non sono mutuabili. Ce ne sono dentro 10 e servono per 5 medicazioni - prosegue - a quel punto vado al Cup, chiedo se c’è un errore: ma mi viene risposto che devo farmene prescrivere semplicemente di più economiche. Perché in ambulatorio avrei dovuto portarle io».
A quel punto la signora ha segnalato la cosa e ha deciso di non comprare le garze: «È una questione di principio. Mi chiedo se sia normale che i pazienti si portino da casa il materiale per le medicazioni. È in questo modo che funziona la nostra sanità? Sono questi gli effetti dei tagli che devono pagare i pazienti sulla propria pelle?».
Ma la vicenda delle medicazioni portate “da casa” per il presidente del Tribunale del malato, l’avvocato Gianluigi Fondi, non è nuova, e non è neppure un fatto isolato.
«È un problema di approvigionamenti da Pisa - dice l’avvocato Fondi - abbiamo avuto segnalazioni per la mancanza di pannoloni in medicina: i familiari erano arrivati a comprarli e portarli da casa. E addirittura c’è stata segnalata la mancanza di cemento per una delicata operazione alla spina dorsale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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