Il Tirreno

I 5 Stelle: che fallimento i progetti di recupero

di Manuela D’Angelo

Continua il duello fra M5S e amministrazione sui piani urbanistici I grillini attaccano: «Ma c’è davvero bisogno di un mulino?» e chiedono controlli

2 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Allarme del Movimento 5 Stelle sulla politica urbanistica: «I piani di recupero non funzionano - attaccano i grillini- ma l'amministrazione lascia intendere nuove variazioni a quanto già adottato». Da una parte ci sono le parole dell’assessore all’Urbanistica Eleonora Petracci che, facendo un bilancio delle opere realizzate sul territorio attraverso lo strumento dei piani di recupero ha ammesso gli scarsi risultati, attribuiti alla crisi economica. Dall'altra c’è il M5S che ritiene l’operazione in sé “fallimentare”, visto che ad oggi nessuna delle opere previste ha visto la luce. Insomma, se a Montignoso non si costruisce più, neanche dove si potrebbe, secondo i grillini è per colpa della cattiva politica messa in campo negli ultimi anni. Ma c'è di più: il movimento si dice preoccupato per il futuro: «Ci sembra di capire che la giunta Buffoni sia intenzionata a concedere ancora altre facilitazioni pur di vedere realizzate queste opere, ma non si comprende se per queste facilitazioni siano previste ulteriori verifiche di sostenibilità ambientale, viaria, strutturale e tecnica o sconti sugli oneri concessori, nè se siano applicabili per tutti i progetti indicati nel piano di recupero. Ci domandiamo se Montignoso ha necessità reale di un mulino, quando l’amministrazione non ha mai manifestato sostegno a politiche agricole e ambientali e visto anche l'elevato consumo del territorio ancora in atto». Il riferimento è al progetto da realizzare a Capanne, ovvero la ristrutturazione di un vecchio mulino, su iniziativa misto pubblico-privata, che prevede anche il rifacimento delle antiche mura, per evitare le esondazioni del Pannosa e la canalizzazione delle acque verso un frantoio, che andrebbe costruito ex novo.

Il Movimento 5 Stelle torna anche sulla questione della possibilità di rendere abitabili i sottotetti e sul caso Fescione: «Chiediamo all’assessore Petracci, di non di celebrare la sua giunta sui recuperi dei sottotetti, visto che questa possibilità è stabilita da una legge regionale, semplicemente acquisita dal comune di Montignoso, ma di spiegare come mai si intende verificare la possibilità di togliere il vincolo Asip sul tratto montignosino del Fescione, visto che ogni anno, crea allagamenti e provoca danni e disagi, derivanti principalmente dalla tombatura di una sua parte e dall'improvvisata bonifica della zona umida di espansione. Non riteniamo – continuano – che lo svincolo della zona di rispetto, anche in prospettiva di una deviazione del tratto finale del Fescione, sia allo stato attuale da vagliare: tale analisi dovrebbe essere ragionevolmente avviata a lavori eseguiti e a verifiche idrauliche reali e non su studi di fattibilità. Non vorremmo che questa urgenza fosse dettata da impellenti necessità di alcuni frontisti della zona interessata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web