Attenzione
Bocciati, tensione e primi ricorsi al liceo
Mattinata “calda” davanti all’istituto socio-pedagogico, poi il preside riceve i genitori e spiega: bocciature inevitabili
CARRARA. Dopo la tensione e le “scintille” per il caso dei bocciati agli esami di riparazione al liceo psico-pedagogico Montessori Repetti si apre la strade dei ricorsi.
Insomma una situazione, quella culminata venerdì con l’intervento dei carabinieri dentro la scuola, per placare gli animi (non è stata sporta - è bene precisarlo - nessuna denuncia) che sembra ben lungi dall’essere risolta. Nonostante il tentativo di gettare acqua sul fuoco, e minimizzare la vicenda, del preside Luigi Corsi: «Ci sono state bocciature inevitabili, ho già chiarito le varie posizioni con le famiglie».
Ma, intanto, anche quella di ieri davanti e dentro ai cancelli del liceo psico-pedagogico, è la cronaca di una mattinata alquanto concitata fuori e dentro i cancelli dell’istituto di via Toniolo.
Attesa e tensione fuori dal liceo. Si comincia presto, molto presto. Già dalle 9 sfilano le mamme (e qualche papà) dei ragazzi bocciati che hanno chiesto di essere ricevuti dal preside. Fuori ci sono anche alcuni dei studenti che non hanno superato gli esami di riparazione. «No, non mi aspettavo di essere bocciata - dice una di loro - Avevo due materie, quando ho finito le interrogazioni mi hanno perfino rassicurato. È stato un fulmine a ciel sereno». I ragazzi aspettano che escano i quadri. Alle 10 e 30 sembra che si arrivato il momento: il personale prepara i cartelloni ma poi una bidella esce dalla scuole e comunica che ci vorrà ancora un’ora.
Passano i minuti e aumenta la tensione: «Vuol dire che c’è qualcosa che non va», cominciano a dire alcuni genitori in attesa. Lo pensano anche i ragazzi: «Avranno annullato tutto, ci rifaranno fare gli esami».
Ma dopo meno di un’ora le vetrate del liceo cominciano ad essere tappezzate con i tabelloni che riportano gli esiti degli esami di riparazione: in realtà si tratta del riepilogo completo con tutte gli ammessi e, le temute “righe bianche” con il verdetto in fondo: non ammesso. Nella classe per cui si sono levate le proteste dei genitori vengono confermati i 4 respinti all’esame di riparazione. Ce ne sono anche in altre classi.
E qualcuno ha già deciso di intraprendere una vera e propria battaglia legale.
«Mia figlia respinta, farò ricorso». C’è chi non ha bisogno di aspettare l’affissione dei quadri per decidere cosa fare nell’immediato, alla luce di quella bocciatura per cui i genitori sono già stati informati telefonicamente. «Ho già contatto l’avvocato Mauceri di Firenze - spiega il padre di una ragazza bocciata - Ho deciso di fare ricorso per le modalità con cui si è svolto l’esame: senza testimoni , senza commissione. Non credo che questo sia a norma di legge». E la strada dei ricorsi dovrebbe essere intrapresa anche da altri genitori dei ragazzi respinti.
Il preside: è tutto in regola, ho chiarito con le famiglie. Il preside Luigi Corsi ha lasciato la scuola, in bicicletta, subito dopo l’affissione pubblica dell’esito degli esami di riparazione. «Non c’è stato nulla di particolare - prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche divampate a causa delle bocciature - Ho ricevuto i genitori e ho spiegato la situazione. Le bocciature erano inevitabili quindi la tensione non ha ragione di esserci».
Insomma per la scuola il capitolo bocciati a settembre è già bello che chiuso. Un po’ meno per i genitori che sono decisi ad andare avanti con la loro battaglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
