Il Tirreno

1.300 lavoratori in Cassa “in deroga”

di Giovanna Mezzana
1.300 lavoratori in Cassa “in deroga”

287 le aziende apuane che hanno chiesto aiuto: dagli studi dentistici ai cantieri. Rifinanziato il sussidio, dubbi sul futuro

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Come una goccia che cade in un oceano: per il sistema apuano delle imprese e soprattutto per i lavoratori in forza ad aziende in crisi saranno decisamente contenuti, se non addirittura impercettibili, gli effetti del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga a cui il consiglio dei ministri ha dato via libera di recente. Tastando il polso a Gianfranco Simoncini - assessore al lavoro e alle attività produttive in Regione - e a Luisa Pietrini, numero uno della Fiom apuana, si misura la stessa temperatura: ben venga (il rifinanziamento) ma non basta, è il parere di entrambi.

Il governo Letta ha deciso; nel solco, bisognerebbe dire nella voragine, della cassa integrazione in deroga verrà immessa nuova linfa: 500 milioni di euro a livello Italia; per la Toscana la dote dovrebbe ammontare a circa 34 milioni di euro (ne ottenne 36 nell'ultima ripartizione da 550 milioni di euro). E a Massa-Carrara quanti ne arriveranno di questi soldi? È impossibile dirlo, perché il criterio di affidamento delle somme non è quello della destinazione territoriale (a provincia). Piuttosto, varrà il principio “chi prima ha spedito (la richiesta), meglio alloggerà”. Lo sanno bene i lavoratori che per ricevere la “cassa” tutto dipende da quando la richiesta viene inviata, viene autorizzata dalla Regione e, soprattutto trasmessa all'Inps.

In tutta la provincia apuana ad oggi ci sono circa 1.270 lavoratori in cassa integrazione in deroga distribuiti su 287 imprese (elaborazione Il Tirreno su dati della Regione Toscana); in questi dati c'è l'intera sofferenza del sistema-imprese locale: si va dallo studio odontoiatrico con 1-2 dipendenti in Cig, alle cooperative sociali da 9-10 soci - l’Arca ad esempio - sotto ammortizzatore sociale, alle realtà manifatturiere da oltre 20 addetti - ad esempio la Effebi Due (cantiere nautico)- fino al calibro medio della Ica International di Pallerone (componentistica per elettrodomestici, 47 dipendenti). I dati si estrapolano dal lungo elenco, tenuto dalla Regione, delle domande per la Cig in deroga autorizzate e trasmesse all'Inps e che si esauriscono nel 2013; per chi è dentro questo elenco, la copertura non dovrebbe mancare, almeno fino alla fine del 2013. Il problema piuttosto si presenta per il futuro. E per quei lavoratori la cui richiesta o non è stata inviata, o non è ancora stata autorizzata dalla Regione o è in fase di trasmissione all'Inps. «Con questi 500 milioni - dice Simoncini - non solo non riusciremo a coprire tutto l'anno ma si rischia di non soddisfare neppure le richieste già pervenute in queste settimane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web