Il Tirreno

«Ho messo ai fornelli la fantasia: e così ho trovato la strada»

di Alessandra Vivoli
«Ho messo ai fornelli la fantasia: e così ho trovato la strada»

Nicola Gronchi, da cuoco a responsabile di alta cucina «Ero stufo di fare i soliti piatti, ora reinvento anche i tordelli»

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CARRARA. Un fratello e una sorella uniti nella sfida alla crisi. Nella voglia di inseguire le proprie aspirazioni e crearsi, da soli, il lavoro dei propri sogni.

La sfida è quella di Nicola e Valentina Gronchi che nella nostra città hanno conquistato il loro “posto al sole”.

La curiosità, la voglia si sperimentare e, soprattutto l’amore per la cucina sono le chiavi del successo di Nicola Gronchi. Uno che, a 29 anni, ha saputo reinventarsi la vita e la professioni passando da cuoco, in noti ristoranti della Versilia e della zona delle Apuane, a responsabile di cucina di un locale innovativo il Beccofino in piazza delle Erbe a Carrara. La nuova gestione, grazie agli amici Gabriele Giovannelli e Valentina Lecca, i macchinari di alta tecnologia e la grande fiducia nei suoi confronti ha cambiato la sua vita.

«Finalmente - dice - posso fare piatti nuovi, diversi dai soliti spaghetti allo scoglio e le fritturine che sono buonissimi, intendiamo. Ma io ero davvero stanco di fare sempre le solite cose»

E così, nel febbraio scorso, Nicola ha scelto di lasciare il posto fisso, nella cucina l’Osteria del Muraglione a Battilana («dove ho imparato davvero molto») e riprendere a studiare. Partecipando per prima a due stage: alla “Baita Piè Tofana” a Cortina e al ristorante “La Parolina” a Acquapendente in provincia di Viterbo. «Ho scoperto, soprattutto nel corso a Viterbo, proprio quello che cercavo - dice Nicola - le nuove declinazioni dei piatti partendo però da ingredienti di altissima qualità. Al rientro a Carrara mi si è aperta la porta del Beccofino con un ruolo importante, quello di responsabile di cucina».

Per Nicola è cominciata una vera e propria sfida: portare nel centro storico di una città famosa per i piatti tipici, dai tordelli ai taglierini nei fagioli, la sua cucina sperimentale.

«Beh, ora posso dire che ce l’abbiamo fatta anche se all’inizio è stata davvero dura - ammette - Ci siamo scontrati con tanti pregiudizi su tutto quanto è novità, anche in cucina: ma ci abbiamo creduto e adesso abbiamo conquistato la nostra clientela».

Nicola ha quindi dato sfogo alla sua creatività. E, sfida nella sfida, ha reinterpretato alcuni dei piatti della tradizione tipica carrarese. A cominciare dai “sacri” tordelli.

«Noi facciamo il raviolo di pane in salsa etrusca - spiega Nicola - Il segreto? Il ripieno dei vecchi tordelli ricotta e spinaci viene emulsionato e servito come salsa, insieme al lardo, versione julienne».

E ancora un altro piatto della tradizioen toscana rivisitato e corretto.

«La pappa al pomodoro diventa una scarpetta di pane - spiega Nicola - imbevuto di sugo con sopra burrata e capperi».

Infine anche i dolci hanno la loro cifra di originalità: «Abbiamo capovolto il cheese cake che diventa Cake cheese: un fondo di sbrisolona al posto del biscotto, uno strato di gelato alla frutta fatto da noi e uno strato di spuma di formaggio».

Nicola ha sfidato la crisi: ora lavora con passione, divertendosi proprio nella sua città.

E, per quel che riguarda la cucina, ha ancora una sfida tutta personale da vincere: «Sto studiando come reinterpretare il classico dei classici per Carrara, i taglierini nei fagioli. Partendo dagli stessi ingredienti, a chilometro zero, ma in chiave del tutto nuova».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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