Gioco
«Ridatemi i miei cani: mi hanno salvato»
L’appello della signora Galeotti di Battilana: «Stavo per essere travolta dall’alluvione ma ora li tengono al canile»
CARRARA. La chiamano “la signora dei cani”, e proprio ai suoi adorati animali deve la vita: furono loro, nel novembre dell’anno scorso, a trascinarla fuori della sua casa di Battilana travolta dal fango. Ma ora, dopo una lunga battaglia anche giudiziaria che ha sancito il diritto di tenere con sè otto cani, è di nuovo disperata: quegli otto animali le sono stati portati via, lei li rivuole con forza. La signora oggi ha 78 anni. «Dopo essere rimasta orfana - racconta, al suo fianco la giovane Rosanna Granata che con il fidanzato Allan Narra le sta dando una mano - mi sono comprata un terreno con una piccola casetta. Vivo ormai sola da molti anni, anche i miei fratelli sono da tempo deceduti e come unici compagni di vita ho “i miei cani”. La solitudine e la paura crescente del futuro unita al mio amore per gli animali mi hanno portato nel tempo ad adottare diversi cani fino ad arrivare ad averne venti: mi rendo conto che si tratta di un numero importante ma dovete tener conto che possiedo un terreno di circa 1000 metri quadrati e una modesta pensione con la quale ho sempre sfamato e accudito tutti i miei piccoli amici. Nel tempo la mia “famiglia” si era così formata, cani randagi, cani abbandonati e cuccioli che spesso trovavo legati al mio cancello, io non mi sono mai tirata indietro e non ho mai avuto scrupoli nel cercare di dare a tutti una vita serena».
Il blitz e il sequestro. Nel 2010, il blitz. Forestale, Asl e polizia municipale insieme per prelevare decine di cani. «Fui accusata di non poter avere tutti quei cani, di non poter essere in grado di badare a loro quindi i vigili e l'Asl sono venuti a farmi visita e si sono portati via gli unici amici che avevo, ero di nuovo sola. Non voglio nemmeno dirvi il poco cuore che hanno avuto e le modalità con cui è avvenuto tutto questo. Ero in preda alla disperazione ma non mi sono data per vinta, non capivo come mai nonostante le cure non fossi considerata una donna in grado di mantenere gli unici che mi davano compagnia e affetto e mi sono rivolta ad un avvocato. Con lui abbiamo intentato causa, alla quale è seguito un estenuante e doloroso processo che ho vinto; il giudice ha ordinato che otto cani mi venissero restituiti e così è stato. Mi è stato spiegato che per motivi di igiene non avrei dovuto adottare altri cani e io mi sono attenuta a quanto stabilito dalla legge, da un giudice e da un tribunale, ma la mia tranquillità era destinata a finire: l'alluvione del novembre 2012 mi ha quasi uccisa».
L’alluvione del 2012. Eccoci infatti alla devastante alluvione. «Il fiume ha sfondato il muraglione ed ha invaso la mia proprietà e se non fosse stato per “i miei cani” sarei morta annegata. Sono stati loro a trascinarmi fuori dall'acqua mentre dormivo e io gli devo la vita. I giorni seguenti ho dormito a casa di una vicina; ci sono stati danni ingenti al tetto e alla struttura oltre al fango che l'ha riempita, per non parlare di quello che si è portata via l'acqua. In quei giorni ho fatto visita ai cani e li ho accuditi, ma un giorno ho fatto una terribile scoperta: qualcuno aveva divelto il cancello della mia proprietà e si era portato via i cani, di nuovo. Mi sono immediatamente rivolta al mio avvocato il quale ha constatato l'intervento della protezione civile, o almeno così mi ha riferito. Il Comune ci ha detto che comunque avremmo dovuto risolvere la questione con l'Uda, l’ufficio diritti degli animali. Questo ufficio mi sta continuamente rimpallando».
«Rivoglio i miei cani». «Ora io vi chiedo: l'alluvione ha danneggiato la mia casa e nessuno si è preoccupato di come potessi vivere ma qualcuno si è preso una gran briga per togliermi nuovamente i cani e ci tengo a sottolineare che sono “miei” poiché lo stabilisce un tribunale oltre a una questione morale considerando che senza il loro intervento sarei morta affogata nel sonno travolta dall'alluvione. Io non chiedo nulla a nessuno, avrei da sistemare la casa ma la mia pensione non mi permette di affrontare una spesa così ingente da sola, pretendo però che mi vengano restituiti i cani. Due amici mi hanno recentemente regalato una roulotte, vengono a farmi visita e mi aiutano; io mi arrangio e vivo come posso ma almeno vivo nella mia proprietà con un “tetto” sopra la testa. La mia unica compagnia sono due cuccioli che alleviano la paura del vivere sola e la mia ormai consolidata fobia dell'acqua e dei temporali: l'alluvione mi ha portato via tutto e mi ha lasciato un'immensa paura. Fortunatamente, però, non ho perso la “ragione” e grido a gran voce “rivoglio i miei cani”. Penso costantemente ai miei piccoli amici, sono molto preoccupata e alla mia età mi ritrovo a combattere contro il sistema che nonostante mi abbia dato ragione ora mi rema contro. La rabbia per questi soprusi è tanta ed io non so quanta forza avrò per far valere i miei diritti ma non mi arrendo».
Oltretutto è stata vittima di un furto: «Qualcuno si è introdotto nella roulotte e mi hanno addirittura rubato la pensione, sono spariti attrezzi da giardino ed altro. Io non so chi possa aiutarmi, il Comune, gli assistenti sociali o chi altro … io non so a chi devo rivolgermi … a me va bene che tutti continuino a far finta che non esisto, a far finta che li non ci vive nessuna signora di 78 anni, ma i cani a cui devo la vita e che il tribunale mi ha assegnato li rivoglio».
Come diciamo a parte, ci sono ostacoli legati ad un’ordinanza di agibilità e di strutture per tenere al meglio i cani. Ma il tempo passa. L’auspicio è che una soluzione possa essere trovata in tempi brevi: al canile gli animali sono sicuramente ben accuditi e seguiti, ma sono pur sempre della signora Galeotti che li accudirebbe con amore.(m.b.)
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