Il Tirreno

Alla festa della birra, con la cena da casa

di Alessandra Vivoli
Alla festa della birra, con la cena da casa

La Septemberfest fa i conti con la crisi: panini e riso freddo, si compra solo la bionda. La organizzatrice: si torna alle origini

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CARRARA. Cena da asporto, fatta e portata direttamente da casa: ecco la festa della birra ai tempi della crisi.

Consumi, di bionda e di stinco, dimezzati (o addirittura diminuiti di un terzo secondo le prime stime) e una nuova moda che, in realtà, riporta la Septemberfest alle sue origini. Una sorta di “fai da te” che unisce il cibo da asporto (carrarese)) alla più celebre bevanda tedesca: o meglio ci si porta il mangiare da casa, panini, affettati e qualcuno “osa” anche la pirofila il riso freddo. E poi, una volta apparecchiati si ordina la birra: un litro costa 7 euro e 50, ci si beve comodamente in due. Quattro euro mezzo litro. Senza pagare l’ingresso (che lo ricordiamo è libero).

Senza un centesimo di coperto. La cena così diventa davvero low cost: con l’aggiunta dello spirito tedesco, la musica dal vivo, e un giro (sempre gratis) agli stand di Tutti in fiera, all’interno dei padiglioni di CararaFiere.

E il tutto avviene con la benedizione dell’organizzatrice storica della Septemberfest, Lorenza Anoma.

«Posso confermare questo trend di portare la cena da casa e consumarla poi ai nostri tavoloni - spiega la Anoma - Ma non c’è nulla di strano. Anzi la vera tradizione della festa della birra è cominciata proprio così».

«Me lo raccontava sempre Werner (Possl, lo storico patron e fondatore della Septemberfest scomparso nell’agosto di quattro anni fa) - continuaLorenza - In Germania la festa era cominciata così: con la gente che si portava il cibo da casa, perfino le tovaglie, e poi acquistava la birra».

Insomma una misura anti crisi che guarda al passato.

«Lo sapevano che quest’anno avremmo dovuto fare i conti con tante difficoltà a livello economico - spiega la organizzatrice della Septemberfest - Alle case c’è parecchia calma: Non sono più le feste in cui viaggiavano stinchi su stinchi e litri e litri di birra. La crisi ha colpito tutti e pure noi ci stiamo facendo i conti».

E, proprio agganciandosi alla flessione dei consumi, Lorenza Anoma replica ai ristoranti che hanno fatto una levata di scudi nei confronti della festa della birra, accusata di portare via clienti e soldi ai ristoranti locali.«Non credo che il problema siamo noi - spiega - Chi viene alla Septemberfest lo fa per mangiare lo stinco e bere la birra. Non portiamo assolutamente via i clienti ai ristoranti di pesce. Qui viene chi ha voglia, una volta l’anno, di respirare un po’ di spirito tedesco: nessuna competizione con gli operatori locali».

E, proprio per ricordare il grande affetto che i carraresi nutrono per la festa della birra la Anoma si lascia andare a un ricordo particolare: «Uno dei primi anni qui a Cararafiere ha piovuto per quasi tutta la durata della festa. Ricordo che la gente veniva in macchina, quasi fosse una sorta di drive in.Senza scendere facevano lo scontrino e poi andavano a ritirare il cibo. Mangiavano in macchina sotto la pioggia: non ci credevamo nemmeno noi».

Quest’anno invece si mangia ai tavoli, ma anche con il cibo portato da casa. E per gli organizzatori di Ingolstadt va bene lo stesso. Anche la versione low cost della loro celebre manifestazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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