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Alunni in aumento ma scuole ko

Alunni in aumento ma scuole ko

Via ai lavori solo a gennaio. Si profila un altro anno in aule container per gli studenti aullesi

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AULLA. Tante parole, promesse disattese, scadenze mai rispettate e una sola certezza: i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie aullesi saranno nei loro container l'11 settembre, giorno in cui inizierà l'anno scolastico 2013/14.

Mentre il sindaco Roberto Simoncini, dopo avere fornito date a ripetizione nei mesi scorsi, se la prende con la burocrazia per i ritardi nell'inizio dei lavori del post alluvione del 25 ottobre 2011, c'è qualcuno che considera belli e accoglienti questi container, a partire dai genitori, i quali continuano a iscrivere i propri bambini alle elementari: infatti, all'oggi si sono raggiunti i ventisei alunni al tempo normale, con la chiusura delle iscrizioni, e i ventiquattro scolari al tempo pieno. Numeri sicuramente buoni, anche se il contributo dei bambini stranieri è stato determinante, come ormai accade da qualche anno a questa parte. Rimane il fatto che, ad Aulla, gli alunni delle scuole elementari e medie si accingono a trascorrere un altro anno scolastico all'interno dei container dislocati a nord della vecchia stazione ferroviaria di piazza Roma: a confermarlo è la preside Paola Bruna Speranza della direzione didattica aullese, la quale ribadisce che «non si sa più nulla dei lavori per la realizzazione delle nuove scuole nelle aree ferroviarie dismesse e i nuovi spazi che abbiamo chiesto sono ancora di là da venire. Invece, nel quartiere della Ragnaia la nuova scuola elementare è a buon punto e potrebbe essere fruibile in venti giorni, un mese al massimo».

Rimanendo alle scuole di Aulla capoluogo, a saperne qualcosa di più, come è naturale che sia, è l'assessore alla pubblica istruzione, Sauro Bonatti, secondo il quale «i lavori veri e propri per la realizzazione delle nuove scuole inizieranno a gennaio. La gara per l'assegnazione dei lavori, infatti, è attualmente in corso. Prima, però, deve essere effettuata la bonifica delle aree e il debombing, ovvero la ricerca e l'eliminazione di eventuali residuati bellici».

Si spera, quindi, che bambini e ragazzi abbiano presto scuole degne di questo nome, anche perché, a detta di molti ad Aulla, i container non possono davvero essere considerati la soluzione ottimale, siccome i più piccoli già devono convivere con una città immersa nel grigiore, che non ha ancora visto niente di tangibile, se si eccettuano le ruspe al lavoro nel fiume Magra, per quanto concerne la ricostruzione post alluvione del 25 ottobre 2011, e ora si stanno pericolosamente abituando alla presunta normalità rappresentata dal seguire le lezioni all'interno di moduli prefabbricati.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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