Il Tirreno

Mercato coperto, il macellaio su Youtube: «Ora basta, chiamo i Nas»

Mercato coperto, il macellaio su Youtube: «Ora basta, chiamo i Nas»

CARRARA. E lo scandalo del Mercato Coperto della Lugnola finisce su youtube. Venti minuti buoni per narrare l'infelice storia della storica struttura di Carrara aperta nel lontano 1969 e chiusa nel...

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. E lo scandalo del Mercato Coperto della Lugnola finisce su youtube. Venti minuti buoni per narrare l'infelice storia della storica struttura di Carrara aperta nel lontano 1969 e chiusa nel 2008. Chiusa sì, ma non del tutto. Le porte del Mercato Coperto infatti non sono mai state serrate neppure un giorno, al suo interno, è rimasto un unico commerciante: il macellaio Cesare Marchi. Come abbiamo riportato più volte e come in molti ricorderanno, Cesare Marchi è stato il solo a non accettare la liquidazione offerta per sgomberare lo spazio ritenendola insufficiente e, avvalendosi del suo contratto valido fino al 2016, ha tenuto duro, portando avanti, quotidianamente, la propria attività. E continuare a lavorare nelle condizioni in cui versa lo stabile certo non è stato facile. Come ben emerge dal video infatti, le condizioni strutturali ed igienico-sanitarie sono imbarazzanti. Al di là di pericolosi cedimenti e continue cadute d'intonaco, l'ampio spazio è disseminato di detriti, sporcizia e, quando piove anche per pochi minuti, di acqua e fanghi portati dal mal funzionamento delle fogne e dalla mancata manutenzione e pulizia delle tubature. Uno spazio pubblico, di proprietà del Comune di Carrara che, nel 1996 è stato ceduto in convenzione per 99 anni dall'Amministrazione alla Cooperativa La Rota 2, alla quale spetterebbe, da contratto, pena il ritiro della concessione, la manutenzione e la pulizia dell'intero stabile. Marchi ha continuato il proprio lavoro, pulendo alla perfezione il suo banco e l'area antistante, fino al 10 1uglio scorso, quando, esasperato da decine di appelli all'Amministrazione e al Sindaco mai raccolti e una denuncia alla polizia municipale caduta nel vuoto, ha deciso di rivolgersi alla Asl. Ed è da allora che Marchi attende una decisione dell'Azienda Sanitaria che, sollecitata dal rapporto fatto dai due tecnici sanitari avrebbe secondo lui dovuto dichiarare l'inagibilità e far chiudere forzosamente il mercato: «La sorpresa dei tecnici era lampante - afferma Marchi - quando si sono trovati davanti alla sporcizia, l'intonaco caduto, i cedimenti e i liquami presenti all'interno dei servizi igienici, hanno stilato un rapporto accurato che riporta puntualmente le condizioni indecenti in cui versa la struttura». Ma è proprio qui che qualcosa non torna: «Il rapporto è giunto all'Azienda Sanitaria più di 40 giorni fa ma da allora, tutto tace - afferma il macellaio - ogni mattina spero in una visita, la visita di qualche ufficiale sanitario che sigilli una volta per sempre questa struttura della vergogna...ma niente. Com'è possibile tutto questo? - si domanda attonito - l'anti-igienicità, la pericolosità, sono ormai sotto gli occhi di tutti, ma non succede niente!».

Pur avendo combattuto per anni per ricevere una liquidazione adeguata, Marchi non ce la fa più, l'unica cosa che vorrebbe è che ognuno fosse costretto, finalmente, ad assumersi le proprie responsabilità: «Queste sembrerebbero in primis de la Rota 2 - afferma - invece non è del tutto esatto: se la struttura si trova in questo stato è sull'Amministrazione carrarese e sul suo Sindaco che ricadono le maggiori responsabilità. Questi ultimi infatti - prosegue - non hanno saputo curare gli interessi, né salvaguardare la salute dei loro cittadini, non solo privandoli di un luogo che è loro, ma costringendoli a sopportare, per anni e in pieno centro, un luogo fatiscente come questo. Se la Asl non interverrà al più presto - conclude - sono deciso a denunciare il fatto ai Nas».

Barbara Monaco

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web