Gioco
Le famiglie non investono più in Borsa
A caccia di contanti, si fanno “liquidare” titoli e azioni dalle banche, così aumentano i depositi (+6,1%)
CARRARA. Sorpresa: gli apuani incrementano il valore dei loro depositi, cioè di tutti gli strumenti di pronta liquidità – conti correnti, assegni circolari, buoni fruttiferi , ad esempio – che le banche mettono a disposizione dei clienti.
Sogniamo o siamo desti? È la realtà: lo confermano i dati censiti dalla "sezione" toscana di Banca d'Italia e interpretati dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara; ma ciò non indica che siamo più ricchi di prima o più oculati nel risparmiare; significa piuttosto che abbiamo capito che "giocare" in borsa è tutt'altro che un gioco, soprattutto in periodi di vorticosa instabilità finanziaria (come è quello in cui da tempo viviamo).
Se i depositi delle famiglie apuane sono aumentati nel 2012 – del 6,1 per cento (meno comunque della media toscana, + 8%) – significa solo che, tendenzialmente, abbiamo preferito riportare alla liquidità risparmi precedentemente investiti. La logica è: meglio averli sul conto corrente pur con rendimenti da fame (+0,5% circa) che immaginarli investiti chissà dove e da chi nella giungla borsistica, con il rischio di perdere quel gruzzolo frutto della pensione o di una conduzione di vita per anni morigerata.
Nella scarsa propensione al rischio in Toscana siamo in buona compagnia: la smobilizzazione dei titoli a vantaggio della liquidità è una tendenza confermata un po' ovunque nel Granducato. Anche chi ha denaro da investire, preferisce tenersi lontano dalle borse, optando piuttosto per prodotti finanziari pret-a-porter come quelli del “risparmio a scadenza”, che funzionano così: se non tocchi i tuoi soldi fino alla data x, ti dò interessi y; preferibili ai Btp “classici”: a fronte di un rendimento inferiore (tra il 2,5% e il 4%) di buono hanno che la manna arriva prima.
Rispetto al resto della toscana, continuiamo a essere un po’ più poveri. Le imprese e le famiglie apuane detengono una raccolta media pro-capite inferiore alla media regionale, ogni impresa del territorio ha in deposito presso le banche 18.800 euro, a fronte dei 31.300 euro regionali. Ogni famiglia di Massa-Carrara, può contare su risparmi sottoforma di depositi per una somma di 26.100 euro, contro i 29 mila della Toscana.
(gio.mez)
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