Toscana
Turismo macabro davanti al Lorens
Il ristorante dove venne uccisa Cristina Biagi è meta di curiosi e visitatori. Il racconto del gestore: «Questa è morbosità»
MARINA DI MASSA. «Scusi saprebbe indicarmi il ristorante dove hanno ammazzato quella donna?». E ancora: «Per il centro di Marina vado bene? Ma ci passo vicino al bar dove è stata uccisa quella ragazza così bella?».
Non è uno scherzo: è accaduto davvero, e accade tutt'oggi, in queste settimane che hanno seguito l'omicidio di Cristina Biagi, la giovane mamma uccisa dal compagno Marco Loiola all'interno del ristorante Lorens, sul Lungomare.
Parlammo di turismo dell'orrore, dopo aver scoperto che la gente fotografava una chiazza di sangue, appena fuori dal ristorante: era il sangue di Marco Loiola che, dopo aver freddato la donna che diceva di amare, si è tolto la vita davanti a centinaia di passanti. E oggi torniamo a registrare un’indecente morbosità per i fatti accaduti il 28 luglio.
Ieri siamo stati testimoni diretti di quanto raccontiamo: un gruppo di turisti del Parmense hanno chiesto informazioni sul luogo dell'omicidio- suicidio e, una volta arrivati al Lorens, lo stesso titolare dell'esercizio ci ha confermato il fenomeno: «Ci sono tanti curiosi – dice – Li vedo: passano, indicano, scattano foto, qualcuno ha anche il coraggio di entrare e chiederci informazioni. Io non rispondo, faccio finta di non averli sentiti».
Per il resto è tutto normale al Lorens: la clientela è sempre la stessa, il ristorante sembra non aver subìto gli effetti di una pubblicità negativa; anzi, è diventato meta di turisti, di cittadini curiosi e increduli che un omicidio di tale violenza possa essersi consumato a due passi dal mare e dai bagnanti, a pochi metri dalle tavole apparecchiate dove si stava mangiando.
Sarebbero soprattutto i giovanissimi – armati di telefonino – a mostrarsi come i più irrispettosi, capaci anche di pubblicare sui social network foto che nessuno vorrebbe mai vedere.
È accaduto anche questo: il giorno del delitto, poco dopo le 14, più di una foto di Cristina Biagi, morta al di là del bancone, è circolata su Facebook, assieme a quelle di Marco Loiola, addirittura prima che fosse coperto con una tenda del locale, ma anche dopo.
«Ho visto ragazzi scattare foto quel pomeriggio – racconta sempre il titolare del Lorens – ma non potevamo fare nulla, era un momento di completa confusione, le forze dell'ordine non erano ancora arrivate. Ho visto qualcuno anche sollevare il telo (che avevamo messo su Marco) per fotografarlo in viso». Agghiacciante, insomma. Quelle foto sono state poi anche pubblicate, qualcuno ha segnalato al sito l'orrore di quegli scatti e il responsabile le ha oscurate, ma troppo tardi: forse la polizia postale, dopo aver ricevuto qualche denuncia, si occuperà dei responsabili».
«Il corpo di Cristina era steso tra il bancone del bar e l'ingresso del locale: la fotografavano senza rispetto alcun rispetto» nè di lei né della morte in sè, nè di come quella giovane mamma aveva perso la vita.
In quel punto, che in tanti ancora cercano di scorgere, passando sul Lungomare e indicandolo coi telefonini in mano, oggi si legge un cartello: «È gradito silenzio e rispetto».
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