Il Tirreno

Spiaggia libera che passione

Spiaggia libera che passione

VIlleggianti “veterani”: «Ci vorrebbero più docce». Pulizia assicurata con l’Amia

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CARRARA. Sono le dieci e mezza di mattino e nonostante il sole picchi, nella spiaggia libera presso il porto le pulizie sono in corso. Della piazzetta, con i ragazzi della One Love Association che si occupano di quel che resta del Pollege Festival terminato la sera prima, e della spiaggia, monitorata dall'addetto Amia. Domenica sera il concerto gratuito dei Tre Allegri Ragazzi Morti ha richiamato 4000 spettatori, che significa un numero considerevole e inevitabile di bicchieri di plastica e bottiglie sparse in tutta l'area dello spettacolo, sabbia compresa. Eppure la volontà di lasciare tutto in ordine non manca: a partire dal Presidente del festival che in costume spazza le ultime lattine per arrivare a Roberto Gatti, l'addetto Amia che da sei stagioni si occupa di questa spiaggia libera. Retino alla mano, con fare certosino Roberto raccatta plastiche e carte sfuggite alla cicala e al trattorino che fa passare quotidianamente sulla sabbia: un lavoro che lo occupa di norma dalle 6 di mattina alle 11. «Negli ultimi giorni, visto il festival - racconta - il lavoro è stato un po' più impegnativo, ma di anno in anno la situazione migliora». Anche la pulizia dei bagni pubblici e della fontanella spetta a lui, oltre allo svuotamento dei cestini della raccolta differenziata. «Per i bagnanti vedere sempre la stessa persona che pulisce ha un effetto psicologico positivo - spiega - li responsabilizza e si fanno più scrupoli a non lasciare sporco»; dice che rispetto a sei anni fa quando «si vedevano i sacchetti di plastica volare» ora tutto è più sotto controllo. Chi viene alla spiaggia si lamenta un po’ per i bagni: «Non che non siano puliti la mattina» precisano Gianna e Vito Inserio, «ma una sola doccia non basta per tutti». «Noi facciamo la doccia a casa - raccontano altri bagnanti - perché là non ci andremmo neppure con i sandali. Manca uno scolo adatto e al pomeriggio viene a crearsi un lago intorno» aggiungono. La strategia generalmente adottata pare quella di andarci il meno possibile.Docce a parte, i coniugi Inserio vengono in questa spiaggia libera da più di vent'anni: «In tutta sincerità? - dice la signora Gianna - i soldi per uno stabilimento li metto piuttosto da parte per mio nipote!». Ma non è solo una questione di risparmio: «qua si sta benissimo!» assicurano lei e il marito «tutto è pulito, il fondale è ottimo per il nostro nipotino Christian».

Al riparo del loro ombrellone con stampe di gelati in riva al mare, Gianna e Vito fanno il pranzo - portato da casa. E si ritrovano annualmente con tutte le altre famiglie vicine di asciugamano, anche se presto gli spazi si dilateranno: «La spiaggia è spaziosa e a settembre, partiti i turisti, si sta ancora più larghi» aggiungono gli Inserio con soddisfazione.

Qualche metro più in su, altri "veterani" della spiaggia occupano lo spazio di tre ombrelloni e di qualche seggiolina. «La comodità sarebbe data da ombrellone e sdraio?» dice Salvatore, scettico riguardo alla moda degli stabilimenti balneari, «per me, il cappellino fa da ombrellone e la seggiolina pieghevole me la porto con una mano, leggera com'è». L'accento tradisce un cuore napoletano, nato per ironia della sorte a Bolzano: dal '92 però Salvatore Maglione abita a Carrara e da allora frequenta la stessa sabbia libera, sei giorni alla settimana per tutta l'estate. Ma non è da solo: con lui gli amici Rocco Giordano, di Potenza, ed Enrico Mellino, di Foggia, entrambi residenti ora a Milano. Tutti e tre sfoggiano un cappello con visiera, rispettivamente verde, rosso e bianco: un patriottismo non voluto. «Se qui è pulito? Ni» risponde Salvatore, che però aggiunge «ma è questione d'educazione: è come stare a casa propria. Uno getterebbe mai la carta per terra a casa?». Un po' più critico l'amico Rocco: «A quanto pare fare i dieci metri fino al cestino costa troppa fatica».Riguardo all'acqua, di nuovo Rocco si fa un po' incerto: «Non tocchiamo quel tasto» dice, «tutti i rifiuti si accatastano in questo punto, bisognerebbe pulire meglio». Eppure, anche lui non cambia spiaggia da dieci anni: si critica solo ciò che ci interessa.(c.p.)

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di Redazione web