Gioco
La procura indaga sul titolare Un testimone: «C’era droga»
MASSA. I carabinieri hanno presentato il fascicolo Merida in procura, ma non hanno finito il loro lavoro. Nel mirino il titolare Rolando Edgardo Montes Ramirez, 25 anni, e i baristi in servizio...
MASSA. I carabinieri hanno presentato il fascicolo Merida in procura, ma non hanno finito il loro lavoro. Nel mirino il titolare Rolando Edgardo Montes Ramirez, 25 anni, e i baristi in servizio quella sera. Da valutare invece la posizione dei buttafuori; potevano evitare quello che è accaduto? Tutti i genitori delle ragazzine finite all’ospedale in stato soporoso hanno denunciato quello che è accaduto l’altra sera nel locale di Lungomare di Levante 140. Mamme e papà delle quattro adolescenti che hanno sfiorato il coma etilico vogliono che chi le ha ridotte così paghi duramente. E l’Arma ha promesso che andrà a fondo alla vicenda. Cercando di capire una cosa: oltre a quello servito al bar del Merida (le ragazze la vodka l’hanno presa lì) c’erano altre bevande alcoliche portate da qualcuno? I militari hanno trovato delle bottiglie di birra in spiaggia, ma anche del rum. Difficile però dire se le hanno svuotate quelli che erano alla festa oppure altre persone. Qualche testimone, ragazzini, ha detto di aver visto portare da bere da qualcuno, ma non sa indicarne l’identità. Insomma, difficile per gli inquirenti trovare uno spunto per fare delle accuse concrete.
Le ragazzine stanno meglio, ma per ora hanno soltanto parlato con i propri genitori. Non sono state sentite dai carabinieri, se non ufficiosamente. L’altro aspetto che l’Arma vuole chiarire forse lo potranno spiegare soltanto loro: girava della droga al Merida quella sera? E se c’era chi è che l’ha portata? E soprattutto perché né i responsabili né i buttafuori si sono accorti di niente? Lo spunto agli investigatori lo ha fornito un testimone che ha detto di aver visto degli spinelli e delle pasticche. «C’era della droga - ha raccontato -, così io e la mia fidanzata abbiamo deciso di andare via perché non volevo passare un guaio».
In ospedale i militari che hanno seguito il caso dopo l’allarme del 118 hanno raccolto parecchi nomi di adolescenti che erano al Merida. Verranno sentiti nei prossimi giorni, anche per chiarire quali sono state le modalità che hanno dato vita al tam tam che ha riempito il locale del Lungomare di Levante. Oltre ai manifesti affissi sui muri di Marina c’era un messaggio di invito su Facebook.
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