Gioco
Sanità, Nardi accusa Volpi «Butta via 1,8 milioni»
Nel mirino della deputata di Sel il progetto del nuovo distretto in zona stazione su cui il Comune avrebbe rallentato. Il sindaco: «Io non faccio salti nel vuoto»
MASSA. Si spacca la maggioranza sul tema della collocazione del distretto sanitario. O comunque si spaccherà quando a settembre il sindaco Alessandro Volpi chiamerà a rapporto le sue forze politiche per decidere la strategia da mettere in campo con la Regione in vista del nuovo ospedale e della conseguente dismissione dei distretti massesi. In quell'occasione il sindaco troverà Sel contraria all'ipotesi di non fare più il distretto sanitario alla stazione.
Un assaggio della rottura si è avuto lunedì sera durante il dibattito politico organizzato da Sel tra il deputato di Sel Martina Nardi e il sindaco Volpi. La scintilla è scoppiata quando la parlamentare decide di togliersi un sassolino dalla scarpa – che poi risulterà pesare come una pietra – e accusa il primo cittadino di «immobilismo» e «poco coraggio» in materia di sanità. «Vogliamo sapere che ne sarà del progetto del distretto alla stazione – dice la Nardi – se perderemo altro tempo, se ci sono altre soluzioni, oppure se si intende attendere facendo perdere 1,8 milioni di euro alla collettività massese».
I fatti stanno così: si discute di un accordo di programma firmato con la Regione Toscana, in cui il comune di Massa si impegna a dismettere i suoi 4 distretti sanitari, tra cui il più importante di via Bassa Tambura, in cambio di 1,8 milioni di euro con i quali la Asl 1 comprerebbe un nuovo terreno per costruire il nuovo distretto, in attesa dell'ospedale unico L’amministrazione Pucci aveva individuato alla stazione il luogo più adatto per la nascita del nuovo distretto: su un terreno delle Ferrovie dello Stato, da riqualificare con 300 nuovi parcheggi e un piccola parte di residenziale. Volpi però cambia tutto,
Perchè? Legge meglio le carte e spiega: «In quell'accordo di programma firmato da Pucci – dice – non c'è scritto che la Regione mi darà i soldi per costruire un nuovo distretto; c’è solo scritto che dobbiamo dismettere e che possiamo acquistare qualcosa con 1,8 milioni di euro, ma per la costruzione di un nuovo distretto ne servirebbero almeno altri 7 di milioni; non faccio salti nel buio – continua il sindaco – non lascio i miei cittadini nell'eventualità di non avere più un distretto sanitario; rimarremo attaccati a via Bassa Tambura finché ce lo permetteranno e finché non avrò la certezza di poter costruire altrove. Non compro un terreno vuoto su cui poi non ho prospettive».
L'accordo di programma secondo Volpi è molto chiaro in proposito: 1,8 milioni per l'acquisto del terreno arriverebbero solo previa dismissione dei distretti esistenti e così il sindaco teme di rimanere con il "cerino in mano".
Sel attacca la poca lungimiranza del sindaco: «La Regione non lascerebbe mai un capoluogo di provincia senza un distretto – continua la Nardi – È normale che nell'accordo di programma non ci siano indicati i soldi che la Regione darà alle Asl per la costruzione dei nuovi distretti, ma la quei soldi li dovrà tirar fuori per forza; inoltre Massa ha in mano la carta della variante urbanistica – continua la deputata – senza la quale la dismissione di via Bassa Tambura non avverrà mai. È con quella carta che Volpi dovrebbe presentarsi in Regione e dire che non fa la variante finché non ha i soldi per il nuovo distretto; intanto però avrebbe preso 1,8 milioni e acquistato alla stazione per essere pronto a costruire».
Volpi però ha la sua idea, che presenterà alla maggioranza dopo l'estate: raddoppiare via Bassa Tambura, affiancarci un nuovo edificio in grado di sopperire alle esigenze della popolazione in attesa del nuovo ospedale, investendo lì il milione e ottocentomila euro. «Sospettavo di questa scelta – conclude la Nardi – e sono certa di sapere anche quali immobili verranno comprati o affittati per il raddoppio. Potrei fare nomi e cognomi, perché ce ne sono soltanto due a Massa, di studi medici, in grado di fare questa funzione, che appartengono a noti imprenditori locali. Sarebbe uno scandalo che il sindaco non potrebbe permettersi». «Non tollero queste accuse– risponde Volpi – Non acquisterò nè affitterò nulla dai privati. La mia amministrazione si muoverà sempre e soltanto nel pubblico».
Manuela D'Angelo
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