Italia
«Vivo nella paura dell’alluvione»
Un cittadino: tubo rotto vicino a casa, chiedo di intervenire presto
CARRARA. Un abitante di Bonascola, Massimiliano Confalonieri, scrive al sindaco per chiedere se ci sono le condizioni di sicurezza in via Casalina dove abita, dopo l’alluvione del 2012. In particolare chiede lumi sugli interventi relativi alla canalizzazione per lo smaltimento delle acque meteoriche. Domanda: «Sono al sicuro in caso di forti precipitazioni senza correre il rischio di subire una identica alluvione per modalità e cause?».
Davanti alla sua proprietà, c’è una collina e un lato degli scarichi meteorici, da là, dice, «sono convogliati in una tubazione forse non idonea a regimentarne la gran quantità d'acqua. Sono stati fatti in passato o attualmente i calcoli per poter regimentarne le acque meteoriche? Si? No?».
«Dopo un evento alluvionale come quello del novembre 2012 ritiene giusto verificare la situazione presente sui territori alluvionati, in funzione della realtà edificativa presente sul territorio e dei permessi a costruire concessi?».
E chiede ancora: «Esiste in Comune una personalità responsabile della sicurezza dei cittadini e delle loro proprieta? Esistono autorità deputate ai calcoli delle acque meteoriche? Si tiene conto della situazione meteorica nel rilasciare i permessi a costruire?».
Numerosi gli interrogativi posti da Massimiliano Confalonieri al sindaco: «Sarebbe cosa gradita ed utile alla mia serenità se lei o chi da lei preposto trovasse il tempo per rispondere anche al principale quesito che assilla la mia mente: allo stato attuale sono in sicurezza? E' stato rapidamente fatto tutto il possibile per scongiurarmi nuovi eventi alluvionali?».
Domande assillanti, anche perché in una proprietà privata adiacente c’è ancora un tubo di vasta portata rotto - spiega il cittadino di Bonascola - e se non viene sistemato in fretta, rischia di provocare danni nella stagione della pioggi: «Sinceramente - sottolinea Confalonieri - io vivo nella paura».
Conclude però inviando un messaggio di ringraziamento all’amministrazione, da estendere anche alla "protezione civile", all'assessore Bernardi,all'ingegner Marrani, all'ingegner Festa e agli altri «suoi collaboratori che mi sono stati vicini con professionalità, azioni concrete e tanta umanità» nella precedente alluvione. Ma ora la preoccupazione è che non si ripeta.
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