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Tagli anche alla terapia salvavita

Giro di vite ’Asl: pazienti anticoagulati affidati ai medici di famiglia

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AULLA. Un altro allarme per la sanità lunigianese. A lanciarlo sono i pazienti, circa un migliaio (sono 5mila in tutta la provincia) sottoposti a terapia anticoagulante. Una terapia salvavita usata dai portatori di valvole cardiache e da coloro che vengono colpiti da un primo episodio di trombosi, da embolia polmonare, da ictus e da infarto. Un dato destinato, secondo gli esperti, a crescere enormemente a livello nazionale, sia grazie ai continui successi della cardiochirurgia e al conseguente progresso della terapia anticoagulante, sia per il progressivo invecchiamento della popolazione che comporta un maggiore rischio di trombosi. La terapia anticoagulante viene utilizzata per tenere sotto controllo la fluidità del sangue, in modo tale da mettere il paziente al riparo dal rischio di trombosi (prima causa di morte in Italia) o di emorragia. Ma si distingue da altre terapie per la difficoltà nel trovare e mantenere un dosaggio del farmaco adeguato. Troppi sono infatti i fattori che possono influenzare la fluidità del sangue e da qui la necessità di rivedere periodicamente il dosaggio dei farmaci. Dallo scorso 5 agosto la gestione delle terapie dei pazienti lunigianesi è passata, per scelta (o meglio imposizione) dell’Asl ai medici di famiglia. In sostanza la direzione sanitaria ha “Tagliato” l’appalto al centro Tao di Massa che fino ad allora si era occupato, con successo, di questi pazienti. E il passaggio non è stato indolore visto che si parla di dosaggi salvavita. Per i pazienti un problema in più. Per i medici di famiglia un superlavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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