Il Tirreno

Turisti in fuga: «Andiamo a Riccione spendiamo la metà»

di Manuela D'Angelo
Turisti in fuga: «Andiamo a Riccione spendiamo la metà»

Il racconto di una coppia che voleva pernottare una camera: 130 euro per un tre stelle contro i 70 euro della Riviera

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MASSA. C'era una volta il turismo, il turista e forse anche chi voleva vivere di turismo: oggi tutto questo non c'è più. Lo dimostra anche una lettera, arrivata ieri al Tirreno, scritta da un turista – arrabbiato, amareggiato e deluso – che aveva provato a trascorrere qualche giorno sulla costa apuana. Se n’è tornato a casa, pronto ad un pessimo passaparola.

Questa favola inizia in Emilia-Romagna, di là dalla Cisa, circa un mese fa: dunque a inizio luglio, in piena stagione estiva. Un commerciante con sua moglie chiude la sua bottega il giovedì, per venire a trascorrere il fine settimana a Marina di Massa, al mare.

Alla ricerca di un posto dove alloggiare, la coppia fa subito tappa in quella che una volta era l'Azienda di promozione turistica, per chiedere informazione su una camera d’albergo, una pensione o un Bed and Breakfast.

Mentre chiedono delucidazioni, vengono dirottati agli uffici, ancora aperti, di Villa Cuturi sul Lungomare di Marina. Qui viene loro indicato soltanto un gruppetto esiguo di strutture ricettive, il che sorprende non poco la coppia: «Pensammo – scrivono – che forse c'era stata una moria di albergatori, o che forse quelle erano le migliori strutture del territorio, quelle convenzionate, o quelle con il migliore rapporto qualità-prezzo». La coppia era animata dalle migliori intenzioni, anche nel percepire il territorio, tant’è che affermano: «Bisogna pur aver fiducia negli uffici e nel personale che vi lavora, o no?».

Decidono allora di contattare quello che sembrava convincerli maggiormente: «Un albergo a tre stelle – dettagliano – di cui preferiamo non fare il nome, per evitare all’albergatore, bisogna dirlo, cattiva pubblicità». Un’accortezza non scontata per dei turisti che sono rimasti delusi (e non poco).

I due arrivano baldanzosi all'albergo, ma quando si tratta di concordare il prezzo, la titolare spara: 130 euro a notte per pernottamento e prima colazione. «Mi sembra un po' eccessivo per un albergo a tre stelle – ribatte lui, abituato anche a ben altri prezzi sulla costa romagnola – Guardi, signora (si rivolge all’albergatrice tentando di spezzare una lancia a proprio favore, ndr) che noi veniamo dall'Emilia-Romagna e non da Marte!».

Pur vedendo la titolare inflessibile, il commerciante tenta un ultimo rilancio: fa presente che con circa 40 euro lui va e torna dalla sua città di là dalla Cisa per cui, se gentilmente gli toglie almeno i 30 euro del viaggio, si ferma a dormire con la moglie; viceversa, gli conviene farsi un bagno al mare e tornare a dormire a casa.

Risposta lapidaria: «Non le posso togliere nemmeno un euro», racconta la sua esperienza il commerciante. A quel punto la coppia saluta, se ne va e probabilmente a Marina di Massa non tornerà più.

Si racconta, inoltre, che dalle loro parti si stia spargendo la voce della “lungimiranza” degli albergatori apuani e del senso di accoglienza dimostrato: tanto che la nostra ridente cittadina da un folto gruppo di emiliani è già stata ribattezzata la «strizza rape».

E per qualche turista che come i precedenti non arriva da Marte, il preventivo richiesto per mezza pensione – con spiaggia privata inclusa – per una camera doppia uso singola, nello stesso periodo, in un tre stelle a Riccione è di 70 euro a notte.

A voi la scelta.

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