Il Tirreno

Studi sul marmo: ben vengano Ma siano pubblici

La proposta dell’architetto Alessandro Giorgi per una Università del Marmo (proposta lanciata alcuni giorni fa con un intervento sul nostro giornale ndr.) o, piuttosto, di una scuola per i lavoratori...

3 MINUTI DI LETTURA





La proposta dell’architetto Alessandro Giorgi per una Università del Marmo (proposta lanciata alcuni giorni fa con un intervento sul nostro giornale ndr.) o, piuttosto, di una scuola per i lavoratori del marmo a Massa ci interessa ma ci crea anche molti dubbi.

Comunque la discussione su questo tema è aperta e, allora, vale la pena di parlarne.

Ricordiamo che in Versilia, qualche anno fa fu fatta la stessa proposta, ebbe anche una promessa di finanziamento europeo, ma poi la cosa sfumò: non c’erano idee chiare sul come portare avanti il progetto. Da quanto leggiamo, viste le Università che vi sono interessate, ci sembra che una laurea breve in geologia del marmo con sede dalle nostre parti, ci potrebbe stare. Molti anni fa vari studenti di geologia, armati di martello e sacco a pelo venivano mandati sulle Alpi Apuane a studiare il marmo (in particolare). Una scuola di questo tipo, per il territorio potrebbe anche essere una buona occasione economica, visto il giro d'affari che ruota attorno al "marmo universitario" (master, corsi professionali, Tanzania, Senegal, Vietnam...). Ma è destino che, per la nostra gente, il marmo sia più fame che pane, mentre per altri è pane e companatico.

Riteniamo che la “ricerca” sul marmo dovrebbe essere “pubblica” e non finanziata da privati (dai grandi gruppi el lapideo come Henraux, Campolonghi...) e siamo convinti che non debba essere condotta da esperti sospettati di attaccare l'asino dove vuole il padrone. È un caso che tra i finanziatori non ci sia neanche un ente pubblico (comune, provincia, parco, regione...)? È un fatto che nonostante l'elevato numero di ricercatori (addirittura 80) manca una carta geologica-speleologica delle Apuane, cioè di montagne perforate come forme di groviera. Eppure, per una massa così elevata e qualificata di studiosi, ci dovrebbe voler poco a redigerla. Nelle zone più critiche dovrebbe essere prioritario e obbligatorio dotarsi di un tale genere di carta. Quando la chiediamo, ci rispondono che è in preparazione una “carta verticale e orizzontale” delle Apuane, quale nessuno l’ha mai vista (appunto!). Lo scavo in galleria salva il paesaggio ma distrugge il monte e quello che ci sta sotto. In una montagna carsica, basta l'intercettazione di poche fessure per provocare danni gravissimi e irreversibili. Questo dovrebbe saperlo chi avalla la perforazione del monte Altissimo: non si può andare “random”, cioè casuale poi fermarci se si trova una formazione geologica importante. Anche un bambino lo sa, ma non lo sanno quelli del Parco delle Apuane e quelli che lo propongono.

Riteniamo infine che un studio serio sul marmo potrebbe essere importante per la conservazione dell'ambiente: una migliore conoscenza geologica e litologica potrebbe ridurre l'escavazione. Ma questo a Henrux, Campolonghi, Cosmave, probabilmente non interessa.

Bruno Giampaoli

(Giampaoli è presidente della sezione di Massa-Montignoso di Italia Nostra)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore