Il Tirreno

post alluvione: lavori di somma urgenza

Ditte ancora non pagate dal Comune

Andreazzoli: o arrivano soldi regionali o avremo debiti fuori bilancio

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CARRARA. Ci sono ditte che dall’alluvione del novembre 2012, non sono ancora state pagate dal Comune per lavori di somma urgenza. E non hanno neppure la possibilità di cedere il loro credito alle banche affinché gli istituti di credito coprano le somme a favore delle ditte, riprendendole poi dal Comune debitore delle stesse.

Il meccanismo è fermo, in quanto, come spiega l’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli, il Comune attende ancora dalla Regione la garanzia dello stanziamento di contributi per la copertura delle somme urgenze post alluvione: «Senza tale garanzia dalla Regione, cioè il riconoscimento del contributo, non possiamo attivare la procedura con le banche. Se non avremo un finanziamento, dovremo inserire le somme dovute alle ditte, n3i debiti fuori bilancio, cercando poi di pagarle come potremo».

La legge impone ora agli enti locali di pagare i fornitori entro trenta giorni. «Sì, – dice l’assessore Andreazzoli – e siamo a rischio di cause, non avendo le risorse economiche. In teoria, quando ci si trova in queste situazioni, dovremmo bloccare i lavori, ma questo significa non fare più nulla».

Nel caso delle somme urgente post alluvione, quindi c’è un problema di mancanza di risorse finanziarie, e quindi problemi delle imprese a riscuotere i loro crediti.

Mentre c’è da ricordare che per molto tempo erano rimasti bloccati nelle casse comunali circa due milioni di euro, che non potevano essere saldati a imprese creditrici (che avevano avuto appalti per opere pubbliche), perché vincolati al patto di stabilità. Circa 2 milioni e 450mila euro sono stati saldati: erano debiti del Comune non estinti all’8 aprile 2013: la fattura più vecchia risaliva al marzo 2012. Considerando le fatture al 31 dicembre 2012, le ditte saldate sono state 33 (lavori a edifici pubblici e manutenzioni stradali).

Il governo, per Carrara ha svincolato dal patto di stabilità circa 7 milioni: in parte pagati appunto alle ditte lo scorso giugno e il restante destinato a due società partecipate.

Ma per le somme urgenze dovute ai danni dell’alluvione del novembre 2012, il capitolo è tutto aperto: manca la copertura finanziaria per pagare i lavori eseguiti per l’emergenza. E si apre per il Comune - dopo il decreto che obbliga la pubblica amministrazione a saldare i conti con i fornitori entro 30 giorni – il rischio di dover subire penali per ritardati pagamenti.

«Siamo sul filo del rasoio» commenta Andreazzoli. Ma a non dormire sonni tranquilli sono soprattutto le imprese che avendo fatto lavori, non riescono ad incassare quanto loro spetta. (c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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