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Caso Angiografia-ferie, la signora richiamata in ospedale
CARRARA. Nei giorni scorsi abbiamo riferito il caso di una signora che dopo essere stata indirizzata dal proprio medico di famiglia al reparto di Angiografia dell'ospedale di Carrara per eseguire una...
CARRARA. Nei giorni scorsi abbiamo riferito il caso di una signora che dopo essere stata indirizzata dal proprio medico di famiglia al reparto di Angiografia dell'ospedale di Carrara per eseguire una biopsia, aveva preso accordi con un medico di tale reparto e si era sottoposta a una visita chirurgica specialistica, "per avere l'appoggio di un letto in caso di complicazioni". Poi, quando si è presentata ad Angiografia per chiedere informazioni sulla data dell'intervento, visto che nessuno si faceva sentire contrariamente a quanto le era stato assicurato, ha scoperto che i due medici che l'avevano visitata erano andati in ferie senza lasciare disposizioni e comunque, a detta del personale in servizio, il percorso fatto era "tutto sbagliato", quindi due erano le soluzioni: o aspettare la fine delle ferie dei medici in questione oppure "ripartire da capo" con una nuova visita specialistica, perdendo così altro tempo prezioso. «La mattina stessa in cui è uscito l'articolo - riferiscono i familiari della paziente - siamo stati convocati in ospedale. Ci siamo presentati assieme all'avvocato Gianluigi Fondi del Tribunale del Malato, che ringraziamo per la professionalità e la disponibilità, e siamo stati ascoltati prima dal dottor Alessio Auci, dello staff medico del reparto di Angiografia e Radiologia Interventistica, e poi dal dottor Tito Torri, il responsabile del reparto. È stata confermata la correttezza della nostra ricostruzione dei fatti e le “colpe” sono state attribuite al mancato rispetto di alcune procedure».
I familiari della diretta interessata ringraziano il dottor Torri e il dottor Auci per la disponibilità, «perché comunque è emersa la volontà di affrontare e risolvere il problema», e soprattutto ringraziano la dottoressa Paola Pacetti del reparto di Oncologia medica «per la professionalità e la cortesia con cui si è fatta immediatamente carico di un caso che le è stato assegnato per rimediare a leggerezze o ad errori commessi da altri».
Sulla vicenda interviene anche l’Asl: «Il caso segnalato mostra, ancora una volta, come sia necessario nei nostri Ospedali, muoversi all'interno di percorsi e protocolli clinici condivisi fra tutti i diversi professionisti che operano nell'interesse del paziente. In questo caso, una paziente che presenta una lesione sospetta andava subito indirizzata all'ambulatorio di oncologia, oppure di chirurgia, per seguire il percorso diagnostico più rapido ed opportuno. Ciò avrebbe garantito che la signora, una volta arruolata, sarebbe stata seguita indipendentemente da chi era in ferie o in servizio. In questo modo si sarebbero evitati disservizi che dipendono dal fatto di non avere seguito quanto stabilito nell'organizzazione sanitaria cercando di accelerare l'iter diagnostico nell'interesse del paziente, ottenendone invece l'effetto opposto. Invitiamo il Tribunale dei Diritti del malato, che opera all'interno della nostra stuttura ospedaliera, in un'ottica di miglioramento continuo e di risoluzione rapida di problematiche professionali o relazionali, purtroppo possibili in un sistema complesso come quello sanitario, a contattare, in casi come questo, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico. Prima di una ogni altra considerazione ci interessa trovare risoluzioni per il cittadino».
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