La protesta
Arriva il piano antifrane torna la pace sul Candia
Intesa fra produttori, proprietari e giunta Volpi, ci saranno anche fondi regionali Il progetto sarà eseguito dall’Unione dei Comuni: «È l’unico legittimato»
MASSA. Scoppia la pace sulle colline del Candia tra coltivatori e amministrazione civica. Dopo mesi (anni) di contrasti su “come” e “chi” debba metter mano ai lavori per rendere più sicure le colline ed evitare futuri altri disastri, Coldiretti, Consorzio del Candia, proprietari “hobbisti” da una parte; e Comune dall’altra, siglano l’armistizio. Sotto forma di un protocollo di intesa e di una delibera di giunta che mette d’accordo le parti.
Il protocollo di intesa dice, in sostanza, che pubblico e privato prepareranno un progetto “d’area” per ripristinare le colline e per prevenire il rischio idrogeologico. Uno studio di “ripristino e messa in sicurezza” del Candia, in realtà già esiste: è stato varato dall’amministrazione Pucci e validato dalla Regione nel novembre dello scorso anno. E una serie di interventi di regimazione idraulica sono già stati realizzati all’indomani dell’alluvione. Si tratta dunque di partire da quanto è stato fatto, sia dal punto di vista progettuale che dei cantieri e di integrarlo e completarlo. A definire il progetto sarà un pool formato da tecnici di ognuna delle parti firmatarie del protocollo.
La novità sta nel fatto che se finora si era andati avanti a colpi di ordinanze – l’amministrazione precedente ne aveva inviate circa 360 ad altrettanti proprietari di appezzamenti imponendo di “regimare” le acque e di mettere in sicurezza il versante – ora si sceglie l’intervento complessivo e condviso. Un cambiamento di rotta decisivo, sottolinea il vicesindaco Uilian Berti, «perchè gli interventi imposti dalle ordinanze venivano realizzati in modi diversi: chi li faceva con opere di cemento, chi con il ricorso all’ingegneria naturalistica, chi con i micropali. Il risultato è un collage di opere che rischiano di non essere efficaci. Con questo studio-progetto, invece, coinvolgiamo tutti coloro che lavorano nel Candia per realizzare un intervento complessivo che davvero dia in gradi di prevenire altri danni ed alluvioni». Ed è proprio per questo che il protocollo prevede che i lavori di manutenzione vengano affidati “di preferenza” alle imprese agricole, cioè alle aziende del luogo.
Le risorse economiche necessarie per questi interventi saranno senz’altro consistenti. Il Comune ha già stanziato 5,2milioni per le emergenze sul Candia; i coltivatori ci metteranno del loro – all’incirca dai 3mila euro in su per ogni proprietario – ma un co-finanziamento arriverà anche dalla Regione Toscana. Un contributo, quest’ultimo reso possibile proprio dal carattere comprensoriale del progetto.
“Soggetto attuatore” degli interventi sarà l’Unione dei Comuni della Lunigiana (la ex Comunità montana), cosa abbastanza incomprensibile ai più (perchè non il Comune?). La scelta pare però obbligata: le Unioni dei Comuni sono gli unici enti legittimati a ottenere finanziamenti regionali inseriti nel capitolo dello sviluppo rurale.
E le osteggiate ordinanze ai singoli proprietari? A questo ci pensa la delibera di giunta che accompagna il protocollo di intesa, con una sostanziosa proroga. Gli adempimenti previsti dalle 360 ordinanze vengono prorogati alla fine di luglio 2014 “al fine di valutare se gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico abbiano risolto definitivamente le criticità che avevano portato all’emanazione delle ordinanze”. Una mina disinnescata.
Claudio Figaia
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