Toscana
Carrefour, assunzioni nel mirino
Sindacati critici sui contratti degli addetti agli scaffali: «Paghe troppo basse»
MASSA. Carrefour ha annunciato 50 assunzioni e il sindacato vuole vederci chiaro: secondo alcune voci arrivate a Cisl Fisascat i lavoratori messi di recente in forza verrebbero sotto-pagati: circa 4 euro nette all'ora.
Stiamo parlando dei posti di lavoro concentrati su un solo turno, notturno, per addetti alla scaffalatura, e per i quali il reclutamento è iniziato a fine giugno; una trentina di posti sono già stati coperti, secondo quanto riferisce Elpe, il gruppo torinese a cui Carrefour ha affidato la selezione, e i neo assunti hanno già cominciato a lavorare; sono impiegati su un unico turno di cinque ore, con inizio alle 22, durante il quale riempiono e riordinano gli scaffali prima dell'apertura del supermercato.
«Ci sono giunte all'orecchio voci secondo le quali questi lavoratori sarebbero pagati appena 4 euro l'ora – dice Francesco Vannucci, vice-segretario provinciale di Cisl Fisascat – e, di conseguenza, dopo esserci informati all'Ispettorato del Lavoro di quali fossero i passi da compiere qualora le incongruenze si confermassero, abbiamo contattato Elpe». Il Gruppo torinese ha smentito categoricamente: «Ci hanno risposto – riporta Vannucci – che rispettano il contratto Multiservizi-Confapi (che è diverso da quello a cui sono ancorati i dipendenti Carrefour, ndr)». Vediamo che cosa prevede: per un addetto di 1° livello full time (circa 40 ore settimanali) è fissata una retribuzione lorda di circa 1.120 euro; il lavoro notturno con turno secco e senza rotazione (è il caso degli addetti alla scaffalatura di Carrefour) è pagato con un incremento del 30% della paga oraria base che è di 6,45 euro lorde, quindi, a conti fatti, gli addetti devono essere pagati 8,39 euro lorde all’ora. Se così è, le voci saranno smentite. Il sindacato terrà comunque gli occhi aperti: «Il 1° livello ci sembra basso per questi lavoratori – dice Vannucci –: controllano anche le scadenze degli alimenti e segnalano quando un prodotto finisce, non si tratta di semplice facchinaggio». L’incontro fissato il 28 agosto tra Carrefour e sindacati sarà l’occasione per chiarire anche questi dubbi.
(g.m.)
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