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Sindaco chiede chiarezza per i terremotati
Ballerini: interpellerò il commissario Menduni sull’ecobonus, occorrono aiuti sulle seconde case che qui sono l’80’%
CASOLA. Sembra complicata la faccenda degli aiuti a chi ha avuto case lesionate dal sisma del 21 giugno scorso: il sindaco di Casola, RiccardoBallerini spera di poter parlare quanto prima con il professor Giovanni Menduni commissario delegato (con ordinanza del Capo della protezione civile nazionale,) per avere se possibile qualche chiarimento anche sul decreto 63/3013 divenuto legge, l’ecobonus che prevede detrazioni del 65% delle spese sostenute per l’adeguamento antistismico; adeguamento preventivo, viene specificato su siti Internet, per cui non sarebbero inclusi interventi ricostruttivi dopo un terremoto. Sia Menduni sia Antonino Mario Melara dirigente della protezione civile per la Regine Toscana, interpellati ieri dal Tirreno, hanno rinviato spiegazioni e commenti a una lettura attenta del decreto. Il provvedimento riguarda solo edifici situati in zone sismiche ad alta pericolosità, cioè zone 1 e 2 secondo la classificazione fatta dalla Protezione civile. La Lunigiana quindi ci rientra. Ma il sindaco di casola, il cui comune è stato duramente colpito, vuole capire bene quali tipi di aiuti potranno arrivare per i suoi concittadini che hanno avuto le case lesionate.
«Devo leggermi bene cosa dice il decreto – dichiara Ballerini - e in ogni caso riguarda le case principali. Ma qua a Casola l’80 per cento delle abitazioni sono seconde case. E questo è un altro problema. Vorrei chiedere al commissario Menduni se c’è la possibilità di ottenere agevolazioni e aiuti economici anche per le seconde case danneggiate dal terremoto. Perché se non sarà possibile, temo che i proprietari potrebbero lasciarle in abbandono e ciò significherebbe uno spopolamento del territorio».
A Casola, mentre resta attivo solo con i volontari locali il campo tendato di Regnano, il sindaco sta cercando una sistemazione post-tendopoli, per una decina di abitanti, per lo più anziani, che hanno le case inagibili. Non vogliono andare in albergo ai Carpinelli: troppo lontano dai loro orti che continuano a coltivare. E poi c’è «l’iter faraginoso per avviare i lavori di sistemazione delle strade di accesso ai borghi. Attendo l’ok dei vigili del fuoco, ma il materiale è già arrivato, per 10mila euro: oggi a carico del bilancio del Comune ma spero che saranno coperti con i finanziamenti statali, come anche i 20mila euro circa che abbiamo speso per i pasti ai terremotati. La gente continua a chiedere informazioni al Comune, ma come si fa a dire che anche noi aspettiamo risposte tecniche, a chi ha la casa lesionata?».(c.car.)
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